Da tanto!

Allora, oggi ho sognato che ero nel '700, non ero ricca, anzi, classe bassa. Ero con D. vestito adeguatamente, e sento agitazione. Eravamo in una piazza col selciato di pietra e da un lato un campanile di una chiesa o un edificio simile (una sorta di municipio?), allora ci nascondiamo in una carrozza parcheggiata là. Apprendo che il tumulto si sta sollevando perché si sta attuando un piano che i rivoluzionari avevano messo in atto (tra cui Danilo - che, dopo una breve ricerca sul web, mi rendo conto che era vestito non come un sanculotto come pensavo nel sogno, poiché le culottes ce le aveva e non portava i pantaloni lunghi). Comincia ad arrivare gente, lui dice che deve andare, io volevo partecipare alla rivoluzione ma lui non me lo permetteva. Lui rimaneva sulla carrozza mentre io dovevo andare... in macchina O_o Le campane suonavano, scoppiava il caos, la folla fremeva e si agitava mentre io invece mi allontanavo con una macchina rossa guidata dalla Matta Psicotica della biblioteca. Si viaggia, eravamo sulla strada per andare verso Ostia ma ancora a Torva, zona Celori o giù di lì, quando le dico che devo andare al bagno e la costringo a fermarsi ad un bar-sala da gioco. Entro, vado al bagno, c'è il solito problema delle porte che non si chiudono bene, all'inizio anzi non trovo il bagno e mi preoccupo anzi che lì si giochi d'azzardo, penso che magari non sarebbe stato il caso di entrare. Un bonario cassiere accanto ad una slot machine, però, mi rassicura. Vedo che vendono anche cose da bar, quindi almeno un'attività di copertura ce l'hanno e ne posso approfittare. Vado al bagno, torno, esco e non vedo più la macchina con la Matta. In realtà sono felice di essermi liberata di lei, al settimo cielo; c'è il problema però che ho lasciato la mia borsa in macchina, e, a parte tutti gli effetti personali, non ho appresso nemmeno il cellulare, quindi come chiamo qualcuno per farmi venire a prendere? Poco male, c'è il bar. Incontro lì dov'ero una persona conosciuta (forse Rossana? Non ricordo) che però mi avvisa che sta per arrivare un'onda altissimissima. E infatti la vedo, oltre i palazzi abusivi del lungomare avanzato e squallido di Torva, la vedo che li supera di 10 volte, immensa, una montagna. In realtà sono felice perché l'onda colpirà la Matta. Ce ne è anche un'altra dopo. Cosa succede a me però proprio non lo so perché lo scenario cambia ancora totalmente.
Sono in una struttura enorme ma brutta e un po' decadente, come una vecchia fabbrica abbandonata, sistemata alla bell'e meglio come università, ma davvero molto male. Passo per un brutto corridoio scrostato e buio ed entro in un'aula molto grande, dove le lezioni però si fanno come al liceo. Adesso avevo le ultime due ore di Italiano con un professore spagnolo (coerente davvero). Tutti stavano andando via e pisciando la lezione allegramente. Io cerco di resistere. Mi metto a sedere, la lezione inizia, ma mi annoio a morte. La stanza era illuminata fiocamente da poche lampadine (se non una) appese col filo scoperto, nude anch'esse, senza plafoniera o che. La lavagna era lunga come le classiche all'università. C'era una cattedra al centro della pedana rialzata dove c'era il prof. e anche lo schermo per il proiettore, e sopra la lavagna c'erano degli strani quadretti di vetro. Il prof, spiegando, scrive qualcosa alla lavagna e rompe uno dei quadretti che fa un rumore come quando una lampadina al tungsteno si fulmina (o almeno mi pare), una specie di fuup sordo. Il quadretto cade. Lui ci dice qualcosa che non ricordo e lo rimette a posto un po' come viene. Io non ce la faccio più a stare seduta e seguirlo, tantopiù che non me ne frega niente di quello che dice. CatacombKitten di GD si alza in un momento di pausa e va chiedere info al prof. Aveva degli shorts di jeans stracciati, calze nere, stivaletti borchiati e maglia a righe bianche e nere. Io ne approfitto per andare via. Divento però un'altra persona, un maschio. Mai visto né sentito. Vado in bagno (aridaje). Bagno orrendo, stretto, con vari divisori e le porte, pareti gialline e luce simile a quella dell'aula. Entro. Mi assale una sensazione molto sgradevole. Sento nell'aria l'odore del mio nemico. Ho paura perché egli è solito forse picchiarmi o rompermi le scatole, non so. L'odore era in realtà una brutta puzza di cacca. Cerco di entrare in uno dei vani cesso prima che lui esca dal suo, ma non faccio in tempo. Il mio cervello fa rewind: non va bene, torno alla scena precedente, io maschio riesco ad entrare in tempo, anzi, il mio nemico non è nemmeno nel bagno accanto. Però entra dopo di me, io mi chiudo per un soffio prima di vederlo entrare; i ferretti per chiudere i bagni sono ottonati e non sembrano vecchi come il resto. Lui lo riconosco dalla voce. Non è solo, parla con un altro ragazzo che è con lui, ridono, scherzano, poi li sento amoreggiare e baciarsi. Sento che nell'impeto della passione entrano in bagno, chiudono il ferretto. Io (sempre maschio) appoggio l'orecchio sul divisorio di legno fra i due cessi e li sento fare sesso, un po' sconvolto, non me l'aspettavo, e capisco che il mio nemico lo prende in culo.