Allora!

Ero il protagonista di un videogioco per la play, o forse stavo giocando io con la play e manovrando lui, che era un misto fra Leon Kennedy e una specie di eroe western. Sono in piazza qui a Pomezia che è invasa da mostri e mutanti, il cielo è cupo, di fronte alla posta c'è una specie di postazione per mitragliatrici, ci salgo sù e inizio a sparare. Scendo, vedo a terra un'arma che si avvita al mio polso (a quanto sembra sono una sorta di cyborg, ero pure cazzuto, con questo trench impolverato beige, lungo, camicia e cappellone, un bel soggetto). Sparo ma è tardi, ci sono dei cosi antropomorfi con l'elmo, massicci, tipo templari di Assassin's Creed ma non umani, che mi assaltano. Sono morto, non mi vedo ma chiacchiero con qualcuno, io, io me intendo, si sente la mia voce che dice "No, cazzo, so' morto... ma è perché non posso salvare, mi dici DOVE devo salvare? Quando io finisco il quadro, li ammazzo tutti e non ho il tempo di salvare, e poi mi fa ricominciare tutto dall'inizio". Qualcuno (mi sa mio padre... boh) mi risponde che appena finisco quella scena e ammazzo tutti i mostri con l'elmo devo premere Start e fare il salvataggio veloce e crearmi il checkpoint... una cosa simile. Vabbè, ricomincio, risalgo sulla mitragliatrice, ne ammazzo un sacco (ma erano i mostriciattoli piccoli, non quelli con l'elmo e l'accetta), scendo che me stanno pe' fa' il culo, non trovo l'arma da avvitarmi al polso, aiuto mo' moro, glielo dico a mia sorella che mo' moro, no, aspè, l'ho trovata, eccola, speriamo che mi diano il tempo di avvitarla... fatto! Bang bang bang! Ammazzo tutti. Torno indietro sotto i portici, uff inizia adesso il brutto, vediamo se ce la faccio senza salvare. Sotto il portico entro in una stanzina, dentro c'è un mio amico... bang! Ammazzo mostri! Vinco! Parte un filmato che c'entrava qualcosa con le Hawaii (a Pomezia? Mah!).
Da qui è tutto molto più confusionario, ma con la stessa atmosfera: sono pezzi sparsi in cui la biblioteca in realtà era una casa, con al piano di sotto un bellissimo bagno gigante attrezzata di un'altrettanto bella vasca da bagno. Stavolta ero io e non il mio personaggio. Toglievo tutte le tovaglie dorate, rosse e blu dai mobili intorno, versavo l'acqua e mi godevo il bagno pieno di schiuma. Uscivo, uscivo proprio dalla bib, non proprio vestita (in accappatoio? Può darsi, o una cosa simile) e il pavimento era pieno di processionarie, ma non vive: tutte morte o in procinto di farlo in quanto attaccate da formiche che pian piano le smembravano e smontavano. Ne vedevo una che era praticamente "smontata" in due metà, longitudinalmente; due metà come fossero due pettini fra loro speculari e complementari, a incastro, anzi no: una chiusura lampo, aperta per tre quarti, nere, con due righe bianche. Insomma, avevo timore e un po' schifo e dovevo prendere qualcosa per non camminare scalza. Anche due tappeti da trascinare coi piedi! No, ci provavo ma erano scomodissimi. Non so, in qualche modo mi arrangio, con delle pantofole semibucate, o qualcosa di simile, facendo lo slalom fra le file di formiche e i cadaveri di bruchi pelosi morti o moribondi. Arrivo sempre dietro la posta. Lì devo scegliere saponette e bagnoschiuma e qualcos'altro per la toeletta. Penso che mi rifarei volentieri un bagno con questa roba. C'era un qualcosa alla fragola, altro alle "stelline rosa" (ahah :°D non ricordo il nome particolare, forse "star scent", o simile), un frutto rosso che però si fregava mia sorella, tipo lampone o ciliegia, ricordo solo che era meno dolce della fragola. Poi ne "poppavano" altri, pucciosi e improbabili, tipo ai cuoricini, o cose di questo genere... Insomma, prendevo un sapone Star Scent e il bagnoschiuma alla fragola, qualche cosa d'altro e tornavo indietro alla vasca. Quando però mi stavo preparando l'acqua entra mamma (che, tra l'altro, prima aveva scelto i bagnoschiuma all'ananas o frutti gialli del genere) e dice che mi devo sbrigare e non posso farmi il bagno. Ma che cazzo, però, io lo voglio fare... con i miei nuovi bagnoschiuma profumati! Mi chiede anche perché ho tolto tutte le tovaglie e mi fa capire che dobbiamo partire.

BOH!

In giro

Sogno colori, sogno il pigmento verde-blu, teal. Ero in un negozio e lo cercavo, un negozio di cosmetici. Ma non lo cercavo per vezzo, perché prima o poi l'avrei usato, lo cercavo perché era il colore e ne avevo bisogno.

Ieri ho sognato di avere un buco in faccia. Sulla sinistra, fra la guancia e la tempia. Prima avevo una ferita con la crosta, tonda, grossa almeno due cm di diametro, rosso cupo e spessa. Poi la crosta cadeva e lasciava la sua cicatrice: un buco profondo nella carne, che avrei dovuto portarmi per sempre in faccia.

Sogni indietro: ricordo solo di aver sognato Fabrizio tante volte, e alcuni sprazzi random:
- più vecchio: dovevo girare delle scene di un videoclip. Tutto il "prima" era la visita in un appartamento al primo piano in un complesso abitativo, che in realtà era un ristorante-casa. Dopo, devo scendere per degli scaloni all'aria aperta, era come l'ingresso, la scalinata per un grosso edificio importante, a vetri. Dovevo scendere salutando tutte le persone che incontravo, ma con suoni inarticolati e inventati, tipo il Simlish (sbadrauba? Frausloin! - più o meno così). Tra queste persone che incontravo c'erano Fab e Brugions, che mi dovevano rispondere nella stessa "lingua".

- Black hole sun: in un giardino aspettavo un evento astronomico importante. Si sarebbe visto il sole di notte (eh?). Con me c'erano Fabrizio e Marzia, che voleva scattare delle foto. Arrivava la notte, e il sole, anzi, il "sole" che si vedeva era una specie di fosfene: scuro, nero, poi cangiante, verde, poi blu, poi nero di nuovo, poi rosso cupo. Come quando fissi una lampadina per un po' e poi distogli lo sguardo, come un'immagine di persistenza sulla retina.