Fine del mondo, cacche di uccello

Qualche tempo fa ero in una specie di capannone con un po' di gente, che forse stava facendo lezione, era in giro, boh non lo so. Becco Branko e Simona seduti per terra. Io guardo fuori e ho la sensazione che debba scatenarsi una catastrofe. Appena lo dico arriva una nuvola di gas, una nebbia che inizia ad aleggiare fuori, rossa... Insomma, la nube purpurea di Shiel, apocalisse, ciao ciao. Prima mi allarmo, comincio a correre avanti e indietro, chiudo i maniglioni antipanico, poi scappo sul terrazzo, poi dico no, che faccio? devo chiudere. Quando sono lì lì per pensare ste cose mi dico: "Ma... tanto dove vado? Ovunque scappo la nube mi raggiungerà. Qui dentro faremo la fine dei topi. È il caso?" Mi rispondo di no. Mi dico che bisogna prenderla con filosofia, mi siedo coi colleghi e propongo: "Ma se ci sparassimo alluncinogeni? Che ne dite di un po' di LSD?"
E fu così che il mondo finì.

Ho risognato piogge di cacche di uccello, ma non ricordo il contesto, ricordo che c'entra Branko pure qui.

Oggi

C'era il bruttone di Syndrome che stava cercando volontari con superpoteri per far fuori gli Incredibili. Io ero felice perché finalmente avrebbero fatto il 2 degli Incredibili. Scoprivo però che era una serie animata e ci rimanevo un po' di cacca. Comunque lui era cattivo forte, tutti i volontari erano un po' coglioni e qualcuno lo faceva fuori mentre li sottoponeva ad alcune prove (qualcosa che c'entrava col volo, coi palloni, il vento, boh...).
La Cristoforo Colombo che però è una strada litoranea, coi campi e poi la spiaggia, torno a piedi con Rossana, prendo la macchina e quando sono al centro di Torva, vicino casa sua, le telefono e le dico che la vengo a prendere ma secondo Carmelina non è una buona idea. Io le dico che tanto dovevo prendere la macchina di mamma lo stesso, ma lei non vuole. Ah io dovevo comprare degli ingredienti per fare il dolce di compleanno a mia madre. Mi dico che ne voglio sempre approfittare, mai che faccia le cose con nonchalance senza un secondo fine. 
Sto dentro una casa ma non sono più io. Sono un ragazzo sui 30 anni, occhialuto, dall'aspetto nerd da studente di ingegneria elettronica. Sono andato a trovare una signora che conosco a cui voglio bene. La incontro e sono felice, lei è di almeno 10 anni più vecchia di me, e di almeno 20 chili più grassa di me. Però la amo. In qualche modo lei lo sa, lei mi accoglie sempre sorridente, mica è la prima volta che la vado a trovare, è benevola verso di me come una specie di zia e dai suoi sorrisi leggo l'affetto, ma non l'amore che provo io, non sono corrisposto. Lei sta curando la sua donna che è di là ammalata in un letto (miscuglio di sessi, olè). Lei si diletta a dipingere strani oggetti. Io ho con me roba che era di mia nonna paterna, un carillon che le faccio vedere dicendole che li odio, perché mi fanno piangere (come nella vita reale), e una specie di enorme ciondolo di una pietra simile all'ambra con dentro un'immagine sacra, una madonna forse. Lei ne aveva costruita una simile dissacrando l'immagine, mettendoci al posto della faccia della madonna una faccia di non so chi. Sto per accomiatarmi, ma sento che la amo e mi dispiace lasciarla, e soffro perché non sono corrisposto. Le chiedo un bacio, lei me lo dà a stampo ma dice che non devo farmi illusioni, o cose simili, che mi vuole bene ma non si può andare oltre.
L'atmosfera è languida e triste, mi sento uno sfigato.