Bof

Danilo andava ad una conferenza su capitalismo e privatizzazioni a cui avrei voluto partecipare anche io, ma per qualche oscuro & arcano motivo non ho potuto parteciparvi. Nel frattempo dunque lo aspettavo in una biblioteca che mi giravo, aveva gli scaffali di ferraglia, come quelli che si mettono negli sgabuzzini (o almeno, io ho scaffali così nel mio sgabuzzino, gli altri non so). C'erano libri interessanti che affrontavano tematiche simili. Apprendevo a buffo che effettivamente la conferenza prendeva spunto da un libro. Mi sembrava di aver trovato proprio quel libro là dinanzi ai miei occhi, in un angolino appartato vicino ad una finestra della biblioteca, però altrettanto a buffo apprendevo che non era in realtà proprio quello il libro di cui trattava la conferenza. Ci rimanevo delusa. Chiamavo Danilo per farmi dire come andava la conferenza, a che ora sarebbe tornato e che stavano a dì, mi rispondeva una specie di segreteria telefonica e poi attaccava la registrazione del discorso della conferenza. Pensai che da parte di Danilo era stato un gesto carino, ma non c'era bisogno di arrivare a tanto... mi bastava un riassunto, cavolo.

Ok, cambio totale di scena, in camera ho scaffali e scaffali pieni di fumetti. Mi spizzo i volumi di Kurogane che erano tantissimi (si sono moltiplicati... in realtà sarebbero solo cinque). Guardo, mi dico "ah che figo sto fumetto e che figo il protagonista, lo rileggerei, anzi in verità devo ancora finire di leggerlo, è da tanto che non lo riprendo in mano" (fusion fra la situazione di Kurogane e l'Immortale). Cambia scena di nuovo e non ci sono più io ma una sorta di mostro alato sullo scenario di una specie di foresta fitta e buia dai colori verdi-azzurro scuro, con sfondo molto pittorico, erano come delle pennellate. Il mostro sembrava una sorta di essere mitologico non meglio definito. È come se stesse andando avanti una battaglia, il mostro ce l'ha con un punto preciso dello spazio in cui però non si vede niente. Se si fa attenzione, però si vedono delle tracce sul terreno accanto al mostro, come delle strusciate, dei solchi. Quando il mostro muore compare il samurai vagabondo invisibile che lo ha ucciso, presumibilmente Jintetsu di Kurogane, appunto, vista la decisa somiglianza. A questo punto non capisco se incontra uno e ci parla, non mi è chiaro e non ricordo bene, fatto sta che compare un secondo mostro, questa volta una specie di chimera piumata con le ali. Il presunto Jintetsu impreca dicendo che due mostri di questo livello attaccati così non si può fare, però lo combatte di nuovo. La scena dell'invisibilità si ripete. Intanto il tizio che forse aveva parlato prima con Jintetsu si allontana tranquillo finendo in una sorta di casetta di legno, in cui c'è un bancone, e chiede: "Ma non è meglio chiamare Xena? L'avete vista, per caso?" Ah, il tizio è in tunichetta e a questo punto assomiglia ad Hercules della Disney. Il tizio dietro al bancone sospira e gli dice che no, Xena non c'è e non è contemplato il suo intervento adesso. Allora va fuori, dove ci sono delle panchine (sempre in mezzo al verde, in realtà casupola e panchine sembrano su un terrapieno, in mezzo agli alberi) con seduta gente. Hercules ha delle barrette di cioccolata in mano, non divisa però in quadratini ma in striscette. Si rivolge alla gente lì seduta dicendo "Ma non è possibile, ditegli che volete Xena... avete visto Xena? Sù, fate qualcosa! Vedete questo? C'è scritto pure qui!" E faceva vedere a sta gente (che non sembrava cagarselo molto, tuttavia) la barretta di cioccolato sul quale inciso era comparso il nome di Xena.

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