Allora!

Ero il protagonista di un videogioco per la play, o forse stavo giocando io con la play e manovrando lui, che era un misto fra Leon Kennedy e una specie di eroe western. Sono in piazza qui a Pomezia che è invasa da mostri e mutanti, il cielo è cupo, di fronte alla posta c'è una specie di postazione per mitragliatrici, ci salgo sù e inizio a sparare. Scendo, vedo a terra un'arma che si avvita al mio polso (a quanto sembra sono una sorta di cyborg, ero pure cazzuto, con questo trench impolverato beige, lungo, camicia e cappellone, un bel soggetto). Sparo ma è tardi, ci sono dei cosi antropomorfi con l'elmo, massicci, tipo templari di Assassin's Creed ma non umani, che mi assaltano. Sono morto, non mi vedo ma chiacchiero con qualcuno, io, io me intendo, si sente la mia voce che dice "No, cazzo, so' morto... ma è perché non posso salvare, mi dici DOVE devo salvare? Quando io finisco il quadro, li ammazzo tutti e non ho il tempo di salvare, e poi mi fa ricominciare tutto dall'inizio". Qualcuno (mi sa mio padre... boh) mi risponde che appena finisco quella scena e ammazzo tutti i mostri con l'elmo devo premere Start e fare il salvataggio veloce e crearmi il checkpoint... una cosa simile. Vabbè, ricomincio, risalgo sulla mitragliatrice, ne ammazzo un sacco (ma erano i mostriciattoli piccoli, non quelli con l'elmo e l'accetta), scendo che me stanno pe' fa' il culo, non trovo l'arma da avvitarmi al polso, aiuto mo' moro, glielo dico a mia sorella che mo' moro, no, aspè, l'ho trovata, eccola, speriamo che mi diano il tempo di avvitarla... fatto! Bang bang bang! Ammazzo tutti. Torno indietro sotto i portici, uff inizia adesso il brutto, vediamo se ce la faccio senza salvare. Sotto il portico entro in una stanzina, dentro c'è un mio amico... bang! Ammazzo mostri! Vinco! Parte un filmato che c'entrava qualcosa con le Hawaii (a Pomezia? Mah!).
Da qui è tutto molto più confusionario, ma con la stessa atmosfera: sono pezzi sparsi in cui la biblioteca in realtà era una casa, con al piano di sotto un bellissimo bagno gigante attrezzata di un'altrettanto bella vasca da bagno. Stavolta ero io e non il mio personaggio. Toglievo tutte le tovaglie dorate, rosse e blu dai mobili intorno, versavo l'acqua e mi godevo il bagno pieno di schiuma. Uscivo, uscivo proprio dalla bib, non proprio vestita (in accappatoio? Può darsi, o una cosa simile) e il pavimento era pieno di processionarie, ma non vive: tutte morte o in procinto di farlo in quanto attaccate da formiche che pian piano le smembravano e smontavano. Ne vedevo una che era praticamente "smontata" in due metà, longitudinalmente; due metà come fossero due pettini fra loro speculari e complementari, a incastro, anzi no: una chiusura lampo, aperta per tre quarti, nere, con due righe bianche. Insomma, avevo timore e un po' schifo e dovevo prendere qualcosa per non camminare scalza. Anche due tappeti da trascinare coi piedi! No, ci provavo ma erano scomodissimi. Non so, in qualche modo mi arrangio, con delle pantofole semibucate, o qualcosa di simile, facendo lo slalom fra le file di formiche e i cadaveri di bruchi pelosi morti o moribondi. Arrivo sempre dietro la posta. Lì devo scegliere saponette e bagnoschiuma e qualcos'altro per la toeletta. Penso che mi rifarei volentieri un bagno con questa roba. C'era un qualcosa alla fragola, altro alle "stelline rosa" (ahah :°D non ricordo il nome particolare, forse "star scent", o simile), un frutto rosso che però si fregava mia sorella, tipo lampone o ciliegia, ricordo solo che era meno dolce della fragola. Poi ne "poppavano" altri, pucciosi e improbabili, tipo ai cuoricini, o cose di questo genere... Insomma, prendevo un sapone Star Scent e il bagnoschiuma alla fragola, qualche cosa d'altro e tornavo indietro alla vasca. Quando però mi stavo preparando l'acqua entra mamma (che, tra l'altro, prima aveva scelto i bagnoschiuma all'ananas o frutti gialli del genere) e dice che mi devo sbrigare e non posso farmi il bagno. Ma che cazzo, però, io lo voglio fare... con i miei nuovi bagnoschiuma profumati! Mi chiede anche perché ho tolto tutte le tovaglie e mi fa capire che dobbiamo partire.

BOH!

In giro

Sogno colori, sogno il pigmento verde-blu, teal. Ero in un negozio e lo cercavo, un negozio di cosmetici. Ma non lo cercavo per vezzo, perché prima o poi l'avrei usato, lo cercavo perché era il colore e ne avevo bisogno.

Ieri ho sognato di avere un buco in faccia. Sulla sinistra, fra la guancia e la tempia. Prima avevo una ferita con la crosta, tonda, grossa almeno due cm di diametro, rosso cupo e spessa. Poi la crosta cadeva e lasciava la sua cicatrice: un buco profondo nella carne, che avrei dovuto portarmi per sempre in faccia.

Sogni indietro: ricordo solo di aver sognato Fabrizio tante volte, e alcuni sprazzi random:
- più vecchio: dovevo girare delle scene di un videoclip. Tutto il "prima" era la visita in un appartamento al primo piano in un complesso abitativo, che in realtà era un ristorante-casa. Dopo, devo scendere per degli scaloni all'aria aperta, era come l'ingresso, la scalinata per un grosso edificio importante, a vetri. Dovevo scendere salutando tutte le persone che incontravo, ma con suoni inarticolati e inventati, tipo il Simlish (sbadrauba? Frausloin! - più o meno così). Tra queste persone che incontravo c'erano Fab e Brugions, che mi dovevano rispondere nella stessa "lingua".

- Black hole sun: in un giardino aspettavo un evento astronomico importante. Si sarebbe visto il sole di notte (eh?). Con me c'erano Fabrizio e Marzia, che voleva scattare delle foto. Arrivava la notte, e il sole, anzi, il "sole" che si vedeva era una specie di fosfene: scuro, nero, poi cangiante, verde, poi blu, poi nero di nuovo, poi rosso cupo. Come quando fissi una lampadina per un po' e poi distogli lo sguardo, come un'immagine di persistenza sulla retina.

Oggi


Il cervello è tipo un enorme scatolone...o forse no, è come un enorme aspirapolvere che durante il giorno risucchia tutto quello che trova, e poi la notte ti ributta fuori un'accozzaglia di quella robaccia semidigerita che nel frattempo ha assimilato. Questo è ovvio e ben noto ai più; non manco però di sottolinearlo, perché capire cosa era in origine quel bolo di roba notturna è sempre un'attività divertente.

Innanzitutto credo di sentirmi un po' in debito coi passaggi che mi dà Gianluca, perché stanotte ho sognato che, tornando a casa -non si sa da dove, mi ricordo solo delle porte a vetro scorrevoli e io che saluto gente- , gli chiedevo se avesse la macchina, lui mi rispondeva che era venuto a piedi. Io gli dicevo che non era possibile, maddai, troppa strada, è pure notte, mo' passo a casa, salgo su a prendere le chiavi, mi metto le scarpe (???) e ti accompagno.
Poi cambia scena. Esce una cosa del tipo "Intervallo", sai, quello con le pecore... solo che c'erano le volpi in mezzo ai boschetti. Fine.
Bene, cambia ancora scena e sono sulla salita vicino casa in cui era sorto un negozio di abbigliamento vintage per goticoni che aveva anche una specie di bar dentro, nonché un sito internet. Quando sono nel sito (promemoria: passare meno tempo su internet e tornare nel mondo reale!), in un'aula litigo con una e le dico che è una cafona maleducata, mi siedo al suo posto e lei mi spinge e ci azzuffiamo. C'era pure Fabrizio lì, e si parlava di qualcosa in cui c'entrava il mare e/o i pirati.
Adesso viene il bello.
Sono spettatrice di una scena che si svolge nel cortile dove c'è quel cancello sulla salita dei carabinieri. Ci sono due, un uomo e una donna che corrono via, e un gran trambusto, so che c'è un casino ed è successo qualcosa di grave. Uno dei due è Biscottino di Ally McBeal (esattamente quello nella foto), l'altra è boh, una inesistente. Apprendo che lui è l'amante di lei e che il suo ragazzo ha scoperto la loro relazione clandestina. Il ragazzo è un tipo nerboruto, alto, muscoloso e con le spalle quanto un armadio -esattamente il tipo di ragazzo che predilige Penny di Big Bang Theory- che però è morto, perché deve essere successo davvero un parapiglia e Biscottino per sbaglio ha sparato al ragazzo di lei. Per questo stavano scappando, però lui è un avvocato, se la caverà abbastanza bene, nel frattempo comunque va a costituirsi o comunque sparisce. La tizia è disperata, non sa che fare, mi dice che a voler troppo alla fine si rimane con niente, adesso non ha più né il suo ragazzo né Biscottino né tantomeno un posto dove andare. Io le chiedo: "perché non vai da Biscottino?" (ma so' cogliona?) poi però per fortuna mi autorispondo: "ah no ora è in galera". Dico "passiamo da Maurizio, al bar". Ci passiamo (Nando Bar in via Roma) ma mi incazzo perché non c'è Maurizio, bensì Mondial Casa, il tizio brutto coi capelli a scodella che viene in biblioteca, e mi chiedo perché abbiano assunto quello visto che mi sta tanto sulle palle. Sta asciugando dei bicchieri dietro al bancone.
Arriviamo io e questa in uno stabile mezzo abbandonato di legno, lo "occupiamo abusivamente", è sera, ma arriva un avvocato collega e amico di Biscottino (che bello che il mio cervello ricordava anche il suo mestiere) che ci dice che è tutto a posto, la casa è sua ma potevamo dirglielo prima, è disponibile ad ospitarci. Sembra un edificio con l'architettura che ricorda una specie di baita, col tetto spiovente, un porticato e un bel cortiletto davanti, e il giardino attorno. Ma non eravamo in montagna, era una sorta di quartiere periferico di campagna, tranquillo tranquillo, con le stradine grigie e l'erbetta ai lati, gli alberelli, i fiorellini, il cielo azzurro, wow. Mi sveglio, è mattina, dò l'acqua ai fiori, principalmente delle violettone del pensiero, me ne ricordo di viola e di gialle con quei bei macchioni scuri al centro... solo che, bè, darla alle violette ai lati è un problema, perché ho paura di bagnare i lettoni che stanno proprio al centro di ogni lato del giardino. Bah, ci provo... però bagno i cuscini. Cazzo, vedi, vado un po' a vedere e lì c'è l'impianto di irrigazione apposta, non ci dovevo andare con il tubo... sicuramente zia Ninetta e zio Leonardo mi sgrideranno, che palle. Però mi sorge un dubbio: come fanno con l'impianto di irrigazione apposito a non bagnarsi, i letti? Secondo me si bagnano lo stesso.
Adesso sono sul porticato coperto e gioco con due bei gattoni, ce n'è una siamese stupenda che voglio rubare e portare a casa.

Bof

Danilo andava ad una conferenza su capitalismo e privatizzazioni a cui avrei voluto partecipare anche io, ma per qualche oscuro & arcano motivo non ho potuto parteciparvi. Nel frattempo dunque lo aspettavo in una biblioteca che mi giravo, aveva gli scaffali di ferraglia, come quelli che si mettono negli sgabuzzini (o almeno, io ho scaffali così nel mio sgabuzzino, gli altri non so). C'erano libri interessanti che affrontavano tematiche simili. Apprendevo a buffo che effettivamente la conferenza prendeva spunto da un libro. Mi sembrava di aver trovato proprio quel libro là dinanzi ai miei occhi, in un angolino appartato vicino ad una finestra della biblioteca, però altrettanto a buffo apprendevo che non era in realtà proprio quello il libro di cui trattava la conferenza. Ci rimanevo delusa. Chiamavo Danilo per farmi dire come andava la conferenza, a che ora sarebbe tornato e che stavano a dì, mi rispondeva una specie di segreteria telefonica e poi attaccava la registrazione del discorso della conferenza. Pensai che da parte di Danilo era stato un gesto carino, ma non c'era bisogno di arrivare a tanto... mi bastava un riassunto, cavolo.

Ok, cambio totale di scena, in camera ho scaffali e scaffali pieni di fumetti. Mi spizzo i volumi di Kurogane che erano tantissimi (si sono moltiplicati... in realtà sarebbero solo cinque). Guardo, mi dico "ah che figo sto fumetto e che figo il protagonista, lo rileggerei, anzi in verità devo ancora finire di leggerlo, è da tanto che non lo riprendo in mano" (fusion fra la situazione di Kurogane e l'Immortale). Cambia scena di nuovo e non ci sono più io ma una sorta di mostro alato sullo scenario di una specie di foresta fitta e buia dai colori verdi-azzurro scuro, con sfondo molto pittorico, erano come delle pennellate. Il mostro sembrava una sorta di essere mitologico non meglio definito. È come se stesse andando avanti una battaglia, il mostro ce l'ha con un punto preciso dello spazio in cui però non si vede niente. Se si fa attenzione, però si vedono delle tracce sul terreno accanto al mostro, come delle strusciate, dei solchi. Quando il mostro muore compare il samurai vagabondo invisibile che lo ha ucciso, presumibilmente Jintetsu di Kurogane, appunto, vista la decisa somiglianza. A questo punto non capisco se incontra uno e ci parla, non mi è chiaro e non ricordo bene, fatto sta che compare un secondo mostro, questa volta una specie di chimera piumata con le ali. Il presunto Jintetsu impreca dicendo che due mostri di questo livello attaccati così non si può fare, però lo combatte di nuovo. La scena dell'invisibilità si ripete. Intanto il tizio che forse aveva parlato prima con Jintetsu si allontana tranquillo finendo in una sorta di casetta di legno, in cui c'è un bancone, e chiede: "Ma non è meglio chiamare Xena? L'avete vista, per caso?" Ah, il tizio è in tunichetta e a questo punto assomiglia ad Hercules della Disney. Il tizio dietro al bancone sospira e gli dice che no, Xena non c'è e non è contemplato il suo intervento adesso. Allora va fuori, dove ci sono delle panchine (sempre in mezzo al verde, in realtà casupola e panchine sembrano su un terrapieno, in mezzo agli alberi) con seduta gente. Hercules ha delle barrette di cioccolata in mano, non divisa però in quadratini ma in striscette. Si rivolge alla gente lì seduta dicendo "Ma non è possibile, ditegli che volete Xena... avete visto Xena? Sù, fate qualcosa! Vedete questo? C'è scritto pure qui!" E faceva vedere a sta gente (che non sembrava cagarselo molto, tuttavia) la barretta di cioccolato sul quale inciso era comparso il nome di Xena.

Due sprazzi

Nessuna organicità. Solo che dovevo andare a mangiare ad una nuova trattoria e uscivo dal portone appartenente ad un appartamento (atmosfera urbana un po' di periferia). Un portone di quelli di ottone coi vetri. Palazzoni intorno. Mi pare di aver incontrato qualcuno uscendo, o forse semplicemente quel qualcuno era passato a prendermi.
Un parcheggio di un supermarket o un autolavaggio o qualcosa di simile, ma principalmente atto a contenere... carrelli. Circondato da un muretto basso e qualche siepe a fargli da perimetro, profilo irregolare con molte rientranze, e in mezzo sbarre di ferro colorate a dividerlo in settori (ehm suppongo sempre per creare ordine fra i carrelli). Personalizzo la mia "stanza", ovvero i miei settori di parcheggio, attaccando poster sul muretto basso (fra cui anche un poster di Sheldon di Big Bang Theory: al mio inconscio questo telefilm deve piacere proprio tanto, non potevo immaginare!) ben sapendo, però, che sto rubando troppo spazio rispetto a quello che mi spetta.
Fluttuazioni all'interno di uno strano stabile moderno, su un solo livello, bianco all'interno e pieno di finestre, ricordo solo una saletta di raccordo con al centro un affare quadrato di marmo che fungeva da terrario per le piante, e tutt'attorno con sedili per le persone. Tutto ok, se non fosse che all'interno c'è una palude. Il pavimento è coperto di almeno 50 cm di palude. Dato il caldo, però, la palude è diventata melma verde piuttosto densa, quasi color wasabi, e pressappoco della stessa consistenza; forse poco più liquida e viscida. Faceva un tantino schifo. Soprattutto dopo che per sbaglio mi ci inzaccheravo la punta di un piede. Disgustata, pensavo che la madre di Simone è una gran puttana (ah, insulti gratuiti, che bello). Dicevo a mia sorella che dovevo lavarmi.
Assolutamente a buffo finivo in una grande stanza dello stesso stabile. Senza palude. La stanzona era praticamente vuota, anch'essa con un'enorme finestra a parete. Da un lato c'erano almeno tre o sei -numero variabile a seconda dei momenti- macchine tagliacuci. Mi sedevo di fronte a quella più complicata e grande, ed iniziavo a settarla. Cominciavo ad infilarla, a passare i fili poi tra gli ingranaggi. Ci mettevo un sacco di tempo, proprio tanto. Una volta terminata l'operazione, però dovevo cambiare l'ago. Zoom sull'ago: luccicante, argentato, cicciotto. Ma me ne serviva un altro. Qualcuno mi spronava seccato dicendo che non potevo metterci così tanto, forse addirittura me lo dicevo da sola.
Vendono stoffe in una lavanderia, glielo dico a mia madre, dicendole anche che i prezzi sono buoni, mica come quegli altri ladri. Questa signora ha dei campioni appesi ad una sbarra, che a sua volta è appesa al soffitto. Belle stoffe. Mi piace un damascato delicato, con un motivo a losanghe ed in mezzo qualcosa come dei gigli stilizzati, a colori invertiti, l'uno blu oltremare con motivi sul magenta, l'altro al contrario. Mamma però sceglieva un jersey stampato con motivi di finto pizzo nero su fondo bianco e i suoi immancabili fiori, questi erano verdi e rossi/rosa.

Et voilà... oubliés!

Niente, ne ho fatti un sacco e una sporta ma li ho dimenticati. Tutti tranne i più brutti:

- Corna da parte di Danilo, bruttissimo! Non mi dilungo perché l'ho volutamente scordato (e comunque non è la prima volta che sogno una cosa simile; la scorsa volta era con una maledetta puttana vestita di rosso). Volevo tanto telefonargli, ma era mattina presto e ho pensato bene di riaddormentarmi.

- Ancora molestie sessuali spinte da parte di un conoscente, anche brutto (ma diverso da quello di notti e notti fa... wow, meglio mi sento). Bleah.

- Un altro che non è che sia brutto, anzi, però mah. Non lo scrivo perché tanto non me lo ricordo bene, comunque fortunatamente niente sesso questa volta, fiù.

- Questo è stato terribile, fresco fresco di questa notte, per cui ne ho ancora addosso il sentimento di terrore e disperazione:
ero sotto casa mia, vicino al bar, quello con le scalette di fronte ad un'ala della scuola Marone. Vedevo gli altri che andavano a scuola, che in realtà aveva accorpata anche un'università. Io ero seduta sulle scalette proprio davanti la porta del bar, con un'espressione mesta e scocciata e un familiare libro rosso fra le mani. Era il maledetto Cacace dell'esame di Chimica Generale e Inorganica, che dovevo ancora studiare, perché io quell'esame non l'avevo ancora dato! Orrore!!! Tutto, ma NON gli esami del primo anno! Insomma, poi passavano tutti i ragazzini di 19-20 anni pronti per l'esame di Generale mentre io sapevo benissimo che non lo ero, cercavo di ricordarmi le cose sulle pile, sull'elettrolisi e quella roba là, ma boh! Che sensazione di morte interiore!
Svegliandomi ho tirato un sospiro di sollievo, tuttavia pensando che effettivamente questa roba me la ritrovo fra le balle perché devo dare ancora Analitica. Bah.

Ah sì, sogno inutile fatto assieme a quello delle molestie: vendevano trench di gabardine di cotone nero su ebay.

Oggi

Ero nella Passat di mamma che lei guidava, andavamo in un posto imprecisato dirigendoci da Pomezia verso l'aperta campagna. Arriviamo nei pressi di una sorta di stradone sterrato, nelle vicinanze di una strada a scorrimento veloce, ma comunque in mezzo al nulla, e, uscendovi, ci si ferma la macchina. Io penso che possa essere il motorino d'avviamento o... anzi, è la batteria. Adesso che facciamo? Tra l'altro quello stradone sterrato è una pista per il traffico aereo, e me ne preoccupo perché sta per decollare un jumbo, guarda se ora non ci viene addosso! Ma eravamo proprio alla fine della pista, in un punto in cui gli aerei per protocollo già dovrebbero essersi alzati in volo, quindi mi tranquillizzo. Chiamiamo dal cellulare mio padre che è a casa con Linda, dice che adesso ci viene a prendere. Intanto però telefono anche ad Hatem (gu?) perché so che è iperefficiente, quasi ansiogeno, che è con Anna e dice che subito subito si darà da fare. Nel frattempo però la macchina si è avviata; penso che però non abbiamo detto a mio padre dove siamo ferme. Mamma inizia ad avviarsi ma le dico di fermarsi perché adesso sta per arrivare papà, dopodiché telefono ad Hatem per dire che non abbiamo più bisogno di aiuto, ma lui ci risponde che ha già inviato le buste.

Nella mia cucina c'era un minuscolo mondo fantasy a cui partecipavo anche io. Era una sorta di proiezione che si trasformava in videogioco. C'erano questi mini-personaggi, grandi come una capocchia di spillo, che esploravano le selvagge terre della mia casa resa immensa dalle loro proporzioni. Io ero il personaggio che si trovava fra loro due, un mago brutto e storpio con tre occhi (e dalle dubbie potenzialità) e un... coso alto in tunica, incappucciato, di cui non si vedeva il volto. La tunica era blu. Aveva una qualche lunga arma in mano (sì, so che partirà qualche banale doppio senso qui -.-). Eravamo sotto la finestra della mia cucina; io guardavo il mio personaggio muoversi dall'esterno, come se fossi fuori dallo schermo. Il mondo in cui ci muovevamo aveva una gran bella giocabilità. Adesso stavamo per entrare nelle oscure gallerie che si trovano sotto il mobile della cucina, esattamente fra il lavello e il secchio della spazzatura. Siccome anche nella vita reale quell'angolo è particolarmente soggetto ad accumuli di zella (e chissà quanta ce n'è ancora sotto il mobile), l'entrata era assolutamente poco invitante, vagamente illuminata da una luce giallognola, e, sulle pareti, ricoperta di robe che sembravano una qualche sorta di ragnatele, piene di palline color crema che sapevo bene fossero uova di tarme della farina (per noi, in quel momento, di proporzioni epiche).
Un qualche moto di irreprimibile schifo deve avermi attraversato i neuroni, perché chiedo ai miei compagni se possiamo rimandare l'esplorazione delle gallerie a dopo, e nel frattempo terminare una qualche quest sulle colline. Mi teletrasporto sulle colline, allora, accanto ad un segnale di legno con frecce, quello tipico dei bivi. Ma non era un bivio, era così, piantato nel terreno, accanto al sentiero che seguivamo. Siamo vicini ad un luogo in cui gli eserciti di X (vatti a ricordare il nome) stanno portando avanti un'invasione di torrette del cazzo, boh! So solo che i soldati avessero divise blu. Non mi pare fossero nostri alleati, ma nemmeno nostri nemici, probabilmente dalle loro vittorie avremmo potuto trarre un vantaggio (edit: dalla vittoria degli invasi; i nostri potenziali alleati erano quelli che stavano contrastando l'invasione nel loro accampamento).
La cosa particolare dei personaggi con cui mi apprestavo a viaggiare era che avevano una specie di "forma rilasciata" e una chiusa. La forma rilasciata del mago storpio era quella orribile che aveva già; chiudendosi diventava un tizio con una faccia rossastra da gufo. Apprendevo che quella di questi gufacei soggetti era una vera e propria razza, perché all'improvviso venni a sapere che la battaglia in difesa era capitanata da un guerriero gufaceo. Dopo essersi chiuso, il mago si rivolse al pellegrino (?) che era con noi, quello incappucciato, dicendogli di chiudersi. In verità loro sembravano conoscersi da più tempo di quanto io conoscessi loro; io sembravo proprio nabba. Dopo un po' di battibecchi ed insistenze del mago, il pellegrino sbuffando si chiude, diventando alto la metà, sempre in tunica e cappuccio ma stavolta si vedeva il viso ("viso"). Lui era uno scheletrino, il suo viso adesso era un teschietto puccioso, la tunica era di un azzurro più chiaro e chiaramente aveva una falce in mano, che era rimasta enorme rispetto a lui, come l'arma lunga precedente (che però, di questo ne sono sicura, prima non era una falce). "Contento?! Adesso ho un aspetto ancora più spaventoso, per via di questa falce, ma paradossalmente nessuno può prendermi sul serio perché sono l'apprendista. Sei felice ora?!" diceva scocciato il mini-morte, gesticolando con le braccia per enfatizzare la sua seccatura.

Sfusi di giorni sfusi

Uno
C'era un ristorante cinese-giapponese in una piazza coperta di ghiaccio, tipo pista di pattinaggio. Con un sacco di gente (tra cui sicuro Fabrizio, sicurissima Serena R., Lara, e poi altri, Marzia, Cicitto, Gianluca, e non so, c'era un sacco di gente. Incerto Danilo -d'altronde è a dieta, anche nel sogno poverino-). Mangiavo ramen con le bacchette in una ciotola calda lì, ferma in un angolo vicino alle scalette del ristorante, che era minuscolo e sembrava più un misto fra un take-away e una bottega, sul ghiaccio, ben coperta da una giacca da neve, cappello e sciarpa. Mi si alzava il vapore dal fiato. E ovviamente dai ramen.

Prima di tutto ciò ero in giro per un dipartimento di fisica, in camice, sentendomi fighissima perché stavo facendo ricerche incrociate di collaborazione fra il dipartimento di chimica e quello di fisica. Ero felice di far notare che ero un chimico (ahahah questo che è un sogno!).
Big Bang Theory fa male.


Due
Ero su un balcone che sembrava quello di casa di mia zia. Notte, atmosfera bellissima, luce di candele, sedia a dondolo, davanti a me il mare e la bianca luna piena. Tutto meraviglioso finché non mi accorgo del fatto che la luna non fa riflesso sul mare; la cosa è estremamente inquietante, comincio a preoccuparmi, si alza uno strano vento che soffia solo sul balcone, facendo finire un nastro d'organza sulla fiamma della candela. Il nastro ne viene bruciato e consumato, sprigionando scintille ed una fiamma verde. Mi preoccupo per ciò che può finire sulle candele, ho paura che tutto vada a fuoco per colpa di quel vento che però non sento addosso, ma vedo che soffia, perché dal mare si iniziano ad alzare ondate grandi che per poco non raggiungono il balcone. La cosa strana è che il mare non si agita tutto: solo a riva si alzano queste onde enormi, dietro è piatto. Vedo che la luna pian piano sta scendendo sull'orizzonte, diventando sempre più gialla. Mi fa paura, penso che siano anomale maree, mi arrampico sull'altro balcone cercando di spegnere le fiamme di candela che illuminano anche quello. Non ci riesco, perché la candela brucia coperta da un lume.

This night on Letz TV

Stanotte:
ero in quel di una Pomezia persino un po' più squallida di ciò che è ora, camminavo e camminavo in giro per le strade dirigendomi verso la 167, in un quartiere (o pseudo tale) che ho già sognato altre volte, un po' più verde della realtà, come un mosaico di quartieri di Pomezia tutti assieme. Era più squallida ma stranamente più carina. È assurdo ma è così. Sogno queste città vuote di persone, grigie e verdi assieme, anche con belle architetture ma un po' spersonalizzate del loro "essere città", è come se fossero personaggi a parte.
E ok, giravo finché non mi ferma una macchina, una Panda color crema, carica di gente al suo interno, fra cui una ragazza ben truccata dietro e un ragazzo che mi chiede di un posto che non so dove sia, ma comunque gli dò indicazioni stradali con cui muoversi per Pomezia. Poi finisco in una piazzetta nei pressi della biblioteca, di pura fantasia, vado dinanzi ad un negozio che è una lavanderia chic in cui anche vendono abiti costosissimi. Rimango incollata alla vetrina, finché due signore ingioiellate dall'aspetto di vecchie zie mi chiedono che voglio, chiedo loro indicazioni sul posto di cui mi hanno parlato i ragazzi in macchina e scopro che non è il nome di quel negozio (perché mi accorgo di un caso di quasi-omonimia), ma di un ostello della gioventù che sta dietro la biblioteca.
Allora camminando reincontro i ragazzi, provo a spiegar loro dov'è il posto, ma non capiscono; allora salgo in macchina e guido io, li porto lì all'ostello che era seminterrato. Penso che è una cosa buona a sapersi, certo potrebbe esserci qualche topo lì, dietro quelle porte bianche verniciate malissimo, però sai, dovesse fermarsi qualcuno per la notte che vuole spender poco...

Cambio di scena ma non del tutto. Sono in giro con Danilo, questa volta vado nella direzione opposta (verso il bivio), io e lui chiacchieriamo di questa città vuota, gli dico che pare Silent Hill. Era veramente vuota. Risaltava il grigio chiaro della strada. Però nonostante sia domenica la libreria Memoria è aperta, ci entro (cosa che non succederebbe mai nella realtà), sempre con Dan. Io avevo il cappotto lungo. Trovo posto e mi metto a guardare i libri, però improvvisamente la libreria comincia a riempirsi, un sacco di gente legge Momo e parla di Momo, io sono schifata perché Michael Ende mi ha sempre fatto schifo, soprattutto La Storia Infinita, io la odio, quindi perché dovrebbe piacermi Momo? Che gusti di merda che ha la gente, sta merdaccia simil fantasy quanto tira; per questo motivo faccio per andarmene, ma rimango incastrata in mezzo alla gente e mi devo sorbire una conferenza con dibattito sulla giornata della Memoria. Danilo è riuscito ad uscire, lo vedo che fuma dalla porta a vetri, però entra gente e mi sa che sta conferenza ce la dobbiamo sorbire pure noi.
Seduta al banco c'è una ragazza russa che parla in italiano (con accento russo ovviamente) ad una donna che le dice che se ha bisogno di ripetizioni per la scuola lei deve solo chiedere, basta che non si faccia più quella frangetta turchese (ma nel sogno diceva blu) orrenda per la quale l'aveva cacciata di casa. I banchi erano bianchi, le pareti gialline, la stanza lunga ma relativamente stretta, tanta gente se ne era andata e io prendevo posto in un banco accanto a Nunzia, una mia vecchia compagna di elementari. Parlava Andrea (il fratello di Serena di Antonio, cazzo c'entra? C'era pure lei seduta ad uno dei banchi) e faceva una battuta che la ragazza russa prendeva a male, infatti interveniva piuttosto inalberata, e mi mandava messaggi attraverso un ombretto... in pratica boh, su questi ombretti si potevano leggere delle lettere, solo che a me non funzionava la tastiera quindi dovevo inviarli picchiettando con l'unghia sulla base di metallo in cui l'ombretto era tolto
(questo parto mostruoso del mio cervello vorrei proprio capirlo)
lei mi diceva che avrei dovuto dire qualcosa anch'io, e mi lasciava la parola, ma secondo me non c'era niente per cui incazzarsi, al massimo bisognava evitare le espressioni volgari perché ad una conferenza non era il caso, non era l'adatta occasione.
La conferenza finiva ed uscivamo tutti, tra cui anche qualcuno che mi diceva, mentre lasciavamo i posti, che bisognava fare in modo che sta Nunzia ritrovasse il suo vecchio amore delle elementari e ci si mettesse assieme. Io dicevo che era una cazzata, però tutto sommato l'idea sembrava divertente.
Scendevo una rampa in un posto che sembrava il cortile del S. Anna (che bello...).
Andavo al mercato lì al Pucci, me lo giravo e giravo, cercavo cose di color verde petrolio/pavone, insomma quel verde di Prussia che va di moda ora e che in effetti mi piace molto (sì, esiste anche il verde di Prussia, non solo il blu, e avevo il pastello Giotto da piccola che usavo moltissimo, lo adoravo, insomma questo). Cercavo fra le stoffe di pile, fra altre stoffe, ma non trovavo nulla. Pensavo che forse un paio di calze di quel colore sarebbero andate bene, da mettere sotto al maglione fatto della stoffa color smeraldo che ho comprato ultimamente (e sì, l'ho fatto davvero). Così trovavo delle calze di quel colore da una signora che le vendeva a 1,99 €, le prendevo anche dei jeans dello stesso colore. Pensavo "ma che cazzo ho preso a fare dei jeans? Non li uso mai, mi stanno scomodi, scommetto che non li userò. Però sono aderenti, forse sì". Guardavo l'etichetta e c'era scritto XL, e di nuovo pensavo "XL un par de palle, scommetto che manco m'entrano".

Ancora prima di tutto sto popò di roba ho sognato di entrare in un negozio di chincaglierie inutili antiche o vecchie, che si trovava esattamente dove ora c'è la banca, fra piazza Federico II e via del Mare (di fronte alla via per il cinema). Era però al secondo piano, il negoziante era un tipo enigmatico dall'aspetto stantio anch'egli. Giravo per il negozio assieme a qualcuno, non ricordo esattamente chi fosse o se fosse addirittura più d'una persona (forse mia sorella o forse Marzia). C'erano ossa di persone, boccette di sangue, aggeggi a forma d'ali meccaniche, candele e candelabri, libri d'alchimia ed anatomia, gabbie dorate, il tutto in uno stanzone di legno non troppo illuminato da luci gialle. Mi metteva i brividi.

Oggi

Brutta dormita, avevo il naso tappato dalla sinusite e mi sono svegliata alle 6,30. Nonostante questo, ero entusiasta dei sogni fatti, ma li ho dimenticati. Poi ho ri-sognato fino alle nove.
Tra le varie cose ho sognato di andare in macchina, ma accompagnata da qualcun altro, verso il luogo in cui prima c'era la Lucciola. Al suo posto era sorta una bisteccheria con insegne arancioni, aveva un nome buffo che ho scordato e il logo di una mucca stilizzata nera. Fab e altra gente mi dicevano che sarebbero rimasti lì a mangiare; le bistecche però si portavano via nei cartoni come quelli delle pizze. Quindi se ne andavano via.
Qui in mezzo c'è un pezzo che devo censurare perché mi vergogno di scriverlo, e in poco tempo cadrà nell'oblio dei sogni dimenticati. ^^''
Rientravo a casa, aprivo il portoncino di casa mia ma era un po' diversa. C'era l'ingresso ampio di casa, ma era come in comunicazione con la cucina, e lì c'era un tavolo dove gli altri avevano appena mangiato. Era rimasta della pizza smozzicata e senza troppi problemi me la mangiavo. Poi era rimasta come della pizza sott'olio. Arrivava mia sorella e litigavamo per aggiudicarci i pezzi di pizza avanzati, quello sott'olio però me lo prendevo io (che affare). In tutto questo chiacchieravo con la gente lì, tra cui Cicitto nonché mio padre che ogni tanto compariva a buffo.
Andavo in cucina e dalla finestra vedevo che probabilmente di notte aveva nevicato, però ora nevischiava solamente e ne rimanevo delusa.
Scoprivo che mia madre aveva portato ad un negozio i regali di Natale (vabbè, Natale per modo di dire) fatti a mano da me per venderli. E dicevo "ma no, devo ancora finirli!" Tra questi c'erano però inesistenti rennine e cose natalizie di questo genere, che mai ho cucito.
Mi contattava sulla messaggistica di fecciabook (che però era come la chat) mia zia Rosa, che mi diceva che si era rotta le scatole di stare giù in Puglia dopo tanti anni di matrimonio, e si auspicava che potessimo andare presto a pesca insieme O_o

Peccato per l'altro sogno, perché da quel poco che ricordo c'era di mezzo qualche oggetto usato in modo strampalato...



Porcaccia!

Ho fatto un sogno fighissimo stanotte ma non me lo ricordo! Eppure stamattina era così vivido! Goddamn it! Che c'era in mezzo? Vediamo...

Marzia, quartiere residenziale... tabaccai, figli, altra gente fra cui Fabrizio... camminare, Rossana, vasca da bagno, Linda, autostrada, piccioni (che palle!), macchine, Gianluca... ok.
Ricordo qualcosa.

Era il crepuscolo, il calar della sera, ed ero con Linda avendo l'impressione d'essere scesa appena dalla macchina dopo un viaggio, come per una pausa di ristoro. Do' la mano a Linda, che nel sogno era più piccola di adesso, e attraverso una grossa strada ad alto scorrimento e a due carreggiate. Fra le due carreggiate c'era lo spartitraffico che era un'aiuola erbosa. Entro in quella specie di Autogrill che c'era al di là della strada, che avevo raggiunto attraversando. Non era proprio un Autogrill, perché sembrava inserito nel contesto della periferia di una città e soprattutto comprendeva entrate di vari negozi. Io mi imbuco nella porta di un tabacchi-panineria. Seduti in un angolo, ad un tavolo grande e quadrato con sopra una luce gialla ed accanto ad una finestra a parete, appartato dal resto da un separatore (e mi pare fosse persino rialzato), ci sono varie persone, fra cui Fabrizio, Monni e Serena R. che vedo sicuri, poi ce ne sono altri che non si vedono ma di cui è scontata la presenza. Tutti mangiano allegramente roba tipo panini o altre cose da fast food. Ad un certo punto, dalla porta sul retro, entrano tre tizi stranieri: un maschio e due femmine, tutti biondi e alti e magrissimi, più di tutte una delle ragazze, sembrava uno stuzzicadenti per infilzare gli spiedini, pallidissima, coi capelli biondi lisci ed in pantaloncini. Iniziano a cazzeggiare con gli altri, cazzeggiano talmente tanto che sembrano ubriachi, fanno avances palesi e ridono tutti, tranne me che zittisco tutti e incazzata parlo con loro, specialmente con la stecchina. "What do you want?!?" le dico aggressivamente. Cala il silenzio e tutti si incazzano, gli stranieri si incazzano con me, gli altri si incazzano con me perché sono una malfidata, la tabaccaia del negozio si incazza con me perché per qualche oscura ragione era da parte di quei tre. Ma io non mollo, SO che quei tre non c'è da fidarsi, erano una zizzania, ho fatto bene a mandarli via. Rispondo alla tabaccaia con sicurezza che mi sento nel giusto, e la discussione continua finché io e la tabaccaia non litighiamo di brutto. La tabaccaia mi dice che non faccio altro che litigare con tutti i tabaccai che incontro. La mia memoria sembra fare un salto indietro ed effettivamente mi dico che ha ragione, però non è colpa mia, penso, se li incontro tutti stronzi e meritevoli di una lezione. D'altronde quella di Tobacco Road è tanto brava, con lei non ci ho mai litigato e mi sta simpatica, penso.

Cambia scena. Cammino in un bel quartiere residenziale con appartamenti bassi e pieni di piante con Marzia, Gianluca e una persona X femmina incognita. All'inizio in verità Gianluca non c'era. Marzia farfuglia qualcosa riguardo biancheria a fiori e figli di gente. Poi sono sulla strada principale dello stesso quartiere, è in leggera salita, è giorno ed è pure una bella giornata dall'aria pulita, ci sono i piccioni sui marciapiedi, M. e X sono davanti, io e G. dietro di loro a qualche metro di distanza; ad un certo punto succede qualcosa che riguarda un taxi, tipo fa una sgommata e se ne va via, forse perché ha borseggiato qualcuno, c'entrano i piccioni ma BOH. Mi stavo per svegliare.

Non so quando, poi, ma capitavo a casa di Rossana che mi diceva di non passarsela bene economicamente, infatti viveva in una casa fatiscente in un villaggio, il piano di sopra aveva nel bagno un buco enorme da cui scendeva l'acqua che finiva in una grossa vasca di ceramica tutta gialla di zozzeria e incrostata di calcare nel piano di sotto, che era seminterrato. Dal buco questo si vedeva chiaramente. Credo che temporalmente questo vada prima del pezzo in cui attraverso la strada con Linda.

Ok, non era così figo come sogno, è vero. Però me lo ricordavo bene.

She was happy and loud and impudent.

Stanotte ho fatto un sogno che ricordo articolato in almeno tre parti.
Due non me ne ricordo. Di una di queste, ho qualche vaga immagine in cui compaiono Marzia, me in un parcheggio, che cammino verso un'automobile che mi appresto a guidare, ma attorno a me pessime facce maschili mi guardano e so che nella loro testa bacata sta passando l'idea di violentarmi. Ciò continua a confermare che mio padre sia un essere ansiogeno. Universalmente riconosciuto. Anche dal mio subconscio.

L'ultima parte era semplice e stupida e decisamente patetica.
Me lo ricordo fin troppo bene, ma scriverò solo del fatto che ero in un'affollata e piccola aula, forse universitaria. Alle pareti, assieme ad una corta ma larga lavagna in ardesia verde, c'erano cartelloni decorativi con dichiarazioni e pensieri delle persone ivi presenti. Tra i vari cartelli ce n'era uno mio, con scritte cose che non sarebbero mai dovute esser state scritte, e cercavo di sbracciarmi per coprirle. Era imbarazzante. Poi è continuato; la sensazione era quella di un sogno delizioso, dissipatosi in una nebbia a dir poco deprimente.
Non è stato bello.

Tanto tempo fa ho sognato di essere una combattente armata di un'organizzazione chiamata Stella Rossa. Il paese in cui mi trovavo viveva uno scenario angosciante vagamente Huxleyano, alla Brave New World, ma con grandi potenze ipercapitalistiche contro cui io e i miei compagni combattevamo. Ormai eravamo dei ribelli senza alcun posto in società, ma molti di noi, me compresa, ogni tanto ricoprivamo il ruolo di spie o infiltrati. Le nostre riunioni avvenivano nei sotterranei di palazzi in un quartiere cittadino abbandonato. Io ero seduta a terra, ero lorda, in pantaloni larghi verde militare, magliettaccia verde bucata, e un kalashnikov fra le mani.
C'era tutta una storia sotto, sul perché ero lì e sulla prossima missione, ma non credo di poter mai ricordarmela.

Old 11th, ovvero: non credevo di averne così tanti in archivio.

08/10/2007
Ho sognato di essere all'uni in un'aula gigantesca e il mio professore di chimica analitica se ne andava in giro per i banchi volteggiando e saltellando come un ginnasta. Inoltre a un certo punto mi dicevano che Will Smith era morto. Ci rimanevo male e poi andavo in edicola a comprare delle cartine meteo (mah! Sì si vendevano le previsioni del tempo sotto forma di editoriale). Aprivo ma non trovavo cartine dell'Italia, bensì cartine con atolli dell'Oceania in cui era previsto molto caldo, e mi incazzavo urlando "ma a me che me ne frega dei luoghi di villeggiatura?!?"

Poi c'è il sogno dell'altro ieri. Ho sognato di trovarmi nel terreno di fronte alle mura di un grande castello, andavo in una casetta lì vicino e sotto una tettoia vedevo dei rapaci notturni. Mi avvicinavo ma loro scappavano... Poi arrivavo al loro nascondiglio, c'erano un allocco, un barbagianni, qualche civetta, una poiana e un piccolo nibbio. Ero tutta felice, dicevo "ma che bello! Quanti rapaci! Tutti assieme che strano!"
La poiana allora iniziava a PARLARE all'allocco e al barbagianni dicendo: "che facciamo? Ormai è arrivata fin qua... è rischioso" ma il barbagianni rispondeva che sentiva di potersi fidare e che poteva far loro comodo avere un alleato umano.
Insomma la poiana era il capoccia di tutti gli uccelli rapaci che stavano lì che volevano combattere contro l'abbattimento di una foresta e la costruzione di una centrale nucleare.

14/09/2007
Ho sognato di stare per strada ed incontrare un tipo attraente, a cui però si sovrapponevano DIVERSI tipi attraenti che conosco e non... (pure dei cartoni animati). Questo mi diceva: "adesso tu devi guardarmi per cadere in autoipnosi, e io analizzerò i tuoi pensieri e i tuoi sogni" e ci sedevamo su un muretto, io però pensavo "no cavolo non può ipnotizzarmi, altrimenti scoprirà che voglio pazzamente fare sesso con lui!" (O.O)
Durante l'ipnosi mi accasciavo su di lui, mentre lui sondava gli abissi della mia mente, e veniva fuori che il mio desiderio di lui era in realtà desiderio materno, e durante il sogno nel sogno chiamavo mamma O____o
Mi svegliavo e me lo diceva, poi scappavamo insieme perché c'era qualcuno che complottava contro di noi e vivemmo varie avventure ma questa parte non la ricordo.

Una volta ho sognato che una zingara mi inseguiva lungo una discesa, io correvo ma poi salivo su una specie di piccolo container con le ruote ma senza motore che scendeva da solo lungo la discesa.
Credevo di essermi rifugiata, ma la zingara riuscì a raggiungere sto coso con le ruote e voleva aprire la porta! Io ero terrorizzata, ma poi nel sogno stesso dissi: "Cazzarola, ma questo è il MIO sogno! Quindi cavolo, voglio che un'altra porta appaia! DEVE apparire! Porta, APPARI!"
Dopo vari tentativi, l'altra porta apparve, e io mi buttai dal container giusto in tempo.
La fuga continuò ma non la ricordo.

12/09/2007
Stanotte io ho sognato PUZZA DI CACCA. Era terrificante!!! Una puzza che pareva vera, nel sogno mi stavo sentendo male, era intensissima, sgradevole, proveniva da un gabinetto posto in un luogo imprecisato! Mamma mia che schifo!
Sono sicura di averla sognata perché l'attimo dopo mi sono svegliata e non c'era più.

09/09/2007
Oggi pomeriggio ho sognato che un conoscente che esiste davvero mi importunava sessualmente, orrore.
Poi che vivevo in uno scantinato di lusso e andavo in un negozio di forniture per parrucchieri con mia sorella non ricordo a fare che.

12/08/2007
Ho sognato di ritornare a casa assieme a Monni, camminando con una bombola del gas in bilico sulla mia testa.

10/08/2007
Mi pare che fossi in un edificio che sembrava una scuola, o un museo in cui c'era un oratore che spiegava delle cose ai bambini. Io chiacchieravo e un tizio inesistente mi dice di starmi zitta, io rispondo male e iniziamo a litigare.
Poi dopo un po' di tempo cominciamo a essere meno aspri finché ci ritroviamo in un cimitero (?) un cimitero bellissimo, per metà archeologico per metà odierno, le cui tombe erano degli ipogei in cui si poteva scendere.
Insomma io e questo iniziamo a parlare e passeggiare all'interno di uno degli ipogei antichi, ne usciamo e continuiamo a parlare, lui mi coglie dei fiori e me li dona, io gli propongo di andare a visitare l'ipogeo egizio (?) e nevica (???).
Insomma eravamo fell in love.

01/08/2007
Una volta ho sognato che Karybdis ("collega" di forum) veniva a trovarmi ne l cortile di casa mia, io scendo e la trovo accanto ad una LAVATRICE che all'interno dell'oblò era tutta swirlosa (nuovo termine! Aveva un vortice di colori tutto brillantinato), ed emanava dall'oblò una luce mista a polvere di stelle, che in realtà era un passaggio per un'altra dimensione.

30/07/2007
Ho sognato di dover riordinare una pila immensa ed enorme di libri di due ragazze, una delle quali aveva un fratello più grande che ci raggiungeva e si dava delle arie da sapientone.
In uno di questi libri trovavo 5 euro e li intascavo.
Poi mi ritrovavo in un parco dove si teneva una via crucis vivente. (?)
Il tipo che impersonava il Cristo era messo male in maniera talmente veritiera che mi faceva molta pena.
In questo parco avevo portato Maya a passeggiare, che si era allontanata. Nel frattempo mi si erano avvicinati altri 2 o 3 cani ad annusarmi e farmi le feste, ma la padrona si rivelava un'antipatica megera in quanto li allontanava da me dicendo loro che avrei potuto far loro del male o cose simili.

14/09/2006
Mi ritrovavo nella mia scuola superiore, dove incontravo le mie maestre d'elementari (?), ero mancata una settimana per via di un'influenza ed nel frattempo era cambiato tutto. E mi dicevano "va' in classe sennò ti portano dal preside, sai che il preside non vuole che si indossino i jeans?!?".
Infine mio padre voleva vendermi agli zingari (che sogno infantile) e quelli valutavano il mio prezzo facendomi passare nuda su uno strano tapis roulant, ma io ad uno facevo una mossa di judo e mi liberavo.

Una volta, poche notti fa, ho sognato un camaleonte gigante appostato su un tetto del cinema che catturava con la lingua gli ignari spettatori che uscivano dall'edificio... c'ero anch'io in mezzo e avevo terrore.

Old 10th.

04/08/2008
1) ho sognato una rivolta popolare in cui anche io ero scesa in piazza assieme a Danilo, ed ero una specie di spia anarcoide (è l'ennesima volta che nei miei sogni ricopro questo ruolo), che riferiva a Dani, il quale era il capo di quel gruppo sovversivo, ciò che stava succedendo nel resto della città. Mi spostavo continuamente da un capo della città all'altra, grazie alla mia velocità e furtività, era una specie di ninja con una tutina bellissima nera e grigia.
Soprattutto riferivo della rivolta di un pericolosissimo gruppo di ferventi cattolici a qualche isolato dal nostro gruppo.
Non si sa come finisce.

2) c'era una strada in cui il marciapiede era completamente ricoperto di grate infossate. Io avevo una specie di tavola da snowboard su cui mi inginocchiavo, e scivolavo su queste grate, di grata in grata (come se lo snowboard avesse le ruote...) e mi divertivo un mondo.

3) Ero ad un mercatino in cui si vendevano molti articoli interessanti, ero con una mia amica d'infanzia ma avevo solo 5 €. Salivo in un appartamento di un palazzo che era adibito a sala-giochi con cessi non appartati.
Dovevo fare pipì, ma mi sentivo osservata, così ad un certo punto ho detto ad un tizio rasato che mi guardava: "se vuoi che pisci, allora piscia anche tu!" E abbiamo pisciato assieme.
Ma che cazzo di sogno è?!

4) Dovevo salire sù in un appartamento, ancora, solo che erano rotti i citofoni in quanto l'appartamento in questione era in ristrutturazione. Salgo allora sù per le scale finché non arrivo all'ultimo piano, dove c'è il Dr House in compagnia di un altro tizio in vestaglia, in un salone con un grande tavolo coperto da una tovaglia bianca. Anche il resto dei mobili è coperto, ma con dei lenzuoli bianchi, e l'appartamento intero mi sembra piuttosto impolverato. House porta in mano un tè e lo poggia sulla tavola; l'uomo in vestaglia gli chiede: "Ma perché vieni in questo salone a fare colazione?". House risponde che gli piace perché la tavola con la tovaglia bianca è comoda e ampia.
(criptico)

5) Infantilissimo. Sono una...ninja sottoposta di Kakashi (by Naruto), che è il mio sensei, ma io e lui abbiamo una segreta storia d'amore. Dovevamo stare attentissimi a non farci scoprire, ma era così piacevole passare il tempo con lui in segreto. E nell'allenamento con gli altri compagni c'era quella complicità che solo gli amanti segreti possiedono. E il bello è che anche io ero in versione anime.
Il mio subconscio è perdutamente innamorato di un personaggio dei cartoni, ho seri problemi.

15/05/2008
Ho sognato di avere due appuntamenti e di prendere un autobus in cui c'ero solo io assieme all'autista. Mi diceva che il bus andava in un quartiere periferico di Roma che però era praticamente un molo sul mare dove c'erano le case; dicevo all'autista che mi avrebbe fatto fare tardi, così dal capolinea ha ripreso la corsa. Dovevo andare al ricevimento del mio prof di biologia antipaticissimo che però stava ad un altro dipartimento (quello di organica) e poi da una "collega di forum" (Karybdis) per farmi consegnare il corsetto e avevamo appuntamento alle 6 e mezza. però facevo tardi e non avevo soldi nel cell, non sapevo come avvertirla e avevo paurissima.
Mi ricordo solo che mi son detta "mò mi sbrana".

30/04/2008
Stanotte sono caduta in paracadute assieme ad altra gente su un'isola deserta tipo Lost. Troviamo un telefono attaccato a non so quale linea (era tipo attaccato ad una parete di roccia) e viviamo una scena simile a quella della seconda o terza puntata di Lost con la ricetrasmittente (quella del messaggio reiterato da n anni), da lì il panico... cerchiamo di chiedere aiuto nel corso dei giorni ma non ci rispondeva nessuno sebbene la linea ci fosse. Un giorno invece sentiamo delle voci all'altro capo del telefono e la cosa mi riempie di stupore/speranza/angoscia. Nel mio gruppo c'è un negrone che parla co sta gente che risponde che cercherà di prestare soccorso il prima possibile ma dopo un certo tempo il negrone scompare. Lo cerchiamo ma non si trova. Sparito!
Poi una notte durante la permanenza sull'isola son sbucati pupazzi di peluche informi con braccia umane attaccate, tutte penzoloni e avevo paura che mi strozzassero mentre dormivo.
Allora mi stringevo ad un compagno di disavventura (dall'inizio del sogno e dalla caduta sembrava fossero passati giorni) che era... Ewan McGregor O.O
all'inizio solo compagni ma poi si tromba una cifra O__O manco mi piace Ewan McGregor, ed ero contentissima di farmelo BAH!
Poi non mi ricordo più niente, se non che ero davvero appagata di aver sfogato i miei istinti con colui di cui mi ero innamorata durante il corso dei giorni onirici. Disgusto.


Old 9th.

24/09/2008
Ho sognato di essere con i miei a Nara.
MA dicevo che fosse una città sbilenca perché mi ritrovavo in mezzo ad alcuni scavi di un castello (come se il Giappone fosse uguale all'Italia, che scavi e trovi il mondo) ed era labirintico, non ci capivo nulla, le mura sembravano tutte storte.
Mi stupivo di quanto il Giappone fosse pieno di Giapponesi (ma và).
Su delle scale ad un certo punto incontro un tizio orientale che parlava italiano, che diceva di essere il cugino nipponico di mia madre, infatti lui e mamma iniziano a parlare, e questo tipo ci invita a casa sua, aveva pure i figli. Quando se ne va dal salone, mamma mi spiega che non avrei mai dovuto chiedere il perché di questa assurda parentela in pubblico, perché lui era figlio illegittimo di qualcuno nella sua famiglia e lui non ne era a conoscenza.
Dico "vabbè", prendo un té, e mentre sorseggio mi chiedo perché non ricordassi nulla della traversata in aereo Italia-Giappone. "Allora tutti i sedativi che ho preso hanno funzionato per tutte le 12 ore!" penso, e continuo a bere il tè mentre guardo il sole del mattino dalla finestra della casa di questo.

14/09/2008
Ero in giro con una mia amica assieme ad una compagnia che nella realtà è inesistente, entravamo in un negozio di taralli con una doppia porta. Non mi ricordo bene cosa ci facesse in giro, ma compariva spesso per il sogno un figo da paura a cui ero interessata nel sogno. Me lo ritrovo nel forno, io ordino una tortina ai frutti di bosco ma mi indigno perché la signora che serviva non aveva capito niente del mio ordine. Divido comunque la mia tortina col figone moro, e ad un certo punto di ritroviamo abbracciati seduti a terra sotto casa di una mia prozia (buon'anima) dove ho passato tanti momenti della mia infanzia. Noto deli uccelli in cielo, fra cui cornacchie, piccioni... non mi accorgo da subito che il cielo si sta infittendo della presenza degli uccelli. Ma poi sì. Ben presto il cielo diventa pieno di uccelli e questi cominciano a cagare prima un'acquerugiola di guano, poi si scatena una vera tempesta di merda di uccello semiliquida. Violenta e fittissima, il pavimento era pieno, non si vedeva quasi a un palmo di naso, si vedeva solo cacca di uccello che pioveva. La gente era presa dal panico, strillava, scappava; dapprima io abbracciavo il figone, poi ognuno per cacchi propri abbiamo iniziato a scappare presi dall'istinto. Era ANGOSCIANTE. Indubbiamente fa ridere, ma mi sono svegliata come se avessi fatto il peggiore degli incubi.

23/08/2008
ho sognato di avere una gatta nera con cui Linda giocava tanto fino a strapazzarla, come fosse un peluche,alché sta gatta che era in braccio a Linda miagola incazzatissima e le graffia tutta la faccia.

Stanotte ho sognato una signora con la fronte larghissima e bionda che conosco di vista, e stava portando a passeggio tre cani, e mi specifica che non sono tutti suoi, nel cortile di un palazzo in una via che era un miscuglio della strada in cui abito adesso e quella in cui abitavo tanti anni fa. Accarezzo i cani, entro nell'androne di questo palazzo e sono felice perché vedo Sandy, un cane piccolo, bianco baffuto che era di una mia compagna delle elementari. Ma poi vedo che ha i peli del sedere tutti sporchi di cacca con i rastini di cacca tipo quelli che stanno sul sedere delle pecore e mi schifo.

13/08/2008
Stanotte ho sognato un elefante che suonava uno xilofono. Con le zampe.

Poi ho sognato una gattina rossa, che mia nonna nascondeva in soffitta ma poi riscendeva giù, chiedevo a mio padre di prenderla e lui acconsentiva. Il bello è che la gatta era di dimensioni variabili: ad un certo punto la mettevo in un piattino, e mi era diventata piccola come un pupazzetto.

Ho sognato di nuovo di essere una ninja narutiana e partecipare ad un torneo. Avevo l'abilità di manipolare le acque, anche se nel sogno ricordo che auto-spronassi con una vocina fuori campo la mia mente ad inventarmi un'abilità meno banale. Mi dicevo "dai, pensa a qualcos'altro! L'acqua no, è inflazionatissima, sforzati!" ma non sono riuscita oniricamente a pensare ad altro.


Old 8th.

10/10/2008
Ho sognato che c'era un tizio che assomigliava tantissimo ad un signore curdo che conosco per davvero. Questo tipo era cattivissimo, e si metteva al barbecue per abbrustolire una stella marina arancione e ciccionissima infilzata su uno spiedino e poi mangiarla.
Io ero inorridita da questa cosa e inizio a dirgliene quattro, ma poi lui mi insegue e io presa dal panico corro e corro via. Correvo velocissima!
Ad un certo punto correndo arrivo ad una specie di chiesa/santuario e lo scenario è quello di un epoca antica, infatti ho un abito diverso che assomigliava ad una tunicona tutta drappeggiata. Mi sento al sicuro pure perché c'era tanta gente intorno, ma poi vedo la gente che scappa e scopro che il tizio sta tornando all'attacco.
Scappo ancora arrivando dietro il santuario, per fortuna il tizio viene fermato (credo lo prendano a botte), io mi siedo rilassata su un prato, il cielo è notturno e ci sono un sacco di stelle luminosissime che brillano forte, talmente forte da essere praticamente innaturali, e io mi metto a guardarle.
Insomma, quella parte del sogno finisce. Mi ritrovo in macchina per le strade della mia città, accanto a mia sorella che sta guidando (non è normale per una bambina di 9 anni), e io le dò dritte, del tipo "attenta, la marcia, sterza bene, quello sta aprendo lo sportello stai attenta!".

Sempre stanotte ho sognato che c'era una donna in calze con reggicalze, perizoma e reggiseno che voleva fare sesso con un'altra donna, ma questa non era convinta, adducendo come scusa che doveva fare la cacca (sigh ma perché faccio sempre sogni di merda?).
Si scopre che la donna succinta maialona lesbica è anche una feticista della cacca e le dice che è ben contenta se l'altra donna la faccia là per terra davanti a lei. Che schifo, santoddio.

02/20/2008
Ho sognato di marmotte vestite come i membri dell'Akatsuki di Naruto, che pianificavano di dominare il mondo e gli esseri umani.

26/09/2008
(tempo addietro) prima di Organica I ho sognato di essere al centro di una piazza tonda con il pavimento di pietra grigia e dei simboli, come rituali, dipinti in rosso. Attorno a questa piazza enorme tutta al sole c'erano delle tettoie. Io ero al centro della piazza e il prof. Fabrizi mi stava facendo l'esame, ma più che esame mi sembrava un'inquisizione. C'erano altre persone sotto le tettoie, tra professori, pubblico ed altri esaminandi, il prof era cattivissimo e mi strillava contro: "Fai schifo! Sei pessima, dovresti ritirarti da questa facoltà! Sapevi che sarebbe stata una sfida che non avresti mai potuto vincere! Guarda invece Danilo! Lui sì che è valido, è geniale, nulla a che vedere con te, fra te e lui c'è un abisso!VATTENE!" (seguono risate cattivissime e Danilo che sghignazza al suo fianco). Grazie prof.

Stanotte ho sognato che mia madre indossava il mio vestitino di velluto preferito; le dicevo "ma dove cacchio vai in giro così?!? E soprattutto: come diavolo ha fatto ad entrarti?!?"
Dopodiché mi ritrovavo in una mezza costruzione/capannoide, piena zeppa di bagni. Il problema era che questi bagni fossero aperti da qualche parte, qualcuno aveva solo mezzo muro, qualcun altro non aveva la porta, qualche gabinetto era addirittura messo in mezzo alla stanza (questo dei bagni all'aperto è un po' un leitmotiv nei miei sogni ho notato). Allora vagavo per questo posto in cerca di un bagno appartato, senza successo. Le mie possibilità di successo poi sono calate a picco quando è arrivata un'orda di maschi che doveva lavorare lì dentro, distribuendo panini con salsiccia agli avventori e facendo esperimenti di laboratorio. Vidi poi che un gruppo di ragazzi avevano fatto una torre umana per andare a spizzare dall'alto una tizia che faceva pipì nel bagno a cui mancava un pezzo di muro vicino al soffitto. Vago ancora pè sto posto e una prof mi dice "ma che stai facendo qua in giro? Datti pace!" io rispondo che non riuscivo a trovare un bagno decente.
Fuori da questo strano posto c'era tutto sterrato fangoso, e incontro una mia collega che nel sogno si era fatta i capelli rosso fuoco. Parliamo di uno spettacolo mezzo musical che si stava tenendo là vicino.

Old 7th.

21/01/2009

Sogno bruttissimo stanotte!
Entravo in un negozio di cinesi perché volevo comprare un cane, così chiedevo alla commessa ciò che volevo e lei mi domandava: "lo vuoi vivo o morto?" Io rispondevo che ovviamente lo volevo vivo, e lei mi diceva "no perché sai, qui li vendiamo anche per cucinarli". Ovviamente la notizia mi aveva sconvolta. La commessa chiede a un tizio sempre cinese che lavorava nel negozio delle informazioni sugli "articoli" (in cinese) e il cinese maschio le chiede pure "ma lo vuole vivo o morto?" e io rispondo scocciatissima: "lo voglio vivo, i cani morti mi fanno schifo!".
Mi portano davanti a una gabbia dove c'erano i cani che dovevano essere macellati. Io sceglievo un cane piccolo marrone perché mia madre altrimenti si sarebbe lamentata se il cane fosse stato di grossa taglia, ma poi decido anche di prendere il cane di prossima macellazione, era un bestione bianco e nero gigantesco... vedo però che ci sono un sacco di cani da neve bellissimi, a sto punto mi sono svegliata perché non stavo più reggendo il sogno.
BRUTTO.

Sempre stanotte: ero in un posto imprecisato e ricevevo in mano un enorme fallo finto di gomma verde fosforescente che si illuminava anche al buio... mi chiedo "perché?" O.O
Poi l'ho fatto vedere a Danilo che si è terribilmente disgustato alla vista di quell'oggetto.

Sogni di notti fa sulla paura dell'aereo:
- Dovevo andare in India e piangevo sommessamente seduta in aereo aspettandone la partenza, ormai rassegnata
- Ero in un corridoio tra edifici contigui e vedevo un aereo decollare, poi lo vedo fumare... ero con un conoscente (Marco Goodmind), dico "oddio, speriamo che ce la faccia ad atterrare!" sembrava ce la stesse facendo, ma all'improvviso è esploso. Brutto anche questo, avevo davvero la sensazione di aver assistito alla morte in diretta di un sacco di persone.

Miste di notti fa:
- Una tartaruga carnivora che voleva mangiarsi un cane
- Ero al karaoke e mi ero prenotata per cantare, ma vedo che arriva un tipo che conoscevo tanto tempo fa molto piacente e mi vergogno troppo, e torno nella palude da cui sono venuta (?!?)

23/10/2008
1) ero nel bagno di casa mia ed era un miscuglio fra quello vecchio e quello nuovo, mi tagliavo i capelli da sola ma li facevo troppo corti. Mi chiedevo se fosse il caso di comprare una parrucca, ma poi passa mio padre e mi dice che sto bene col nuovo taglio. Ad un certo punto però vedo che ho una chiazza sul davanti tipo alopecia areata, tutta senza capelli.
mi dispero.

2) ho sognato che ero in campagna da Danilo e vedo delle civette sui fili della luce, che però diventano sempre più grosse, come se proprio lievitassero. Allora mi dico "cavolo, stavo sbagliandomi! Possibile che siano gufi?" Ed erano diventati gufi davvero.

Old 6th.

28/01/2009
Un paio di notti ho sognato che ero su un divano ad un appuntamento galante, con tanto di tubino nero da film e champagne nei flutes, con un CANE. Cercava di flirtare con me, faceva il bellimbusto, ci provava ma io respingevo le sue proposte. Lui si risentiva molto del rifiuto e mi accusava di essere razzista, di non accettarlo solo per il futile motivo di non essere un membro della sua stessa specie. A sua detta questo era un particolare senza alcuno spessore.

* Ieri notte: giro con mia sorella per un paese, arrivo ad un passaggio a livello e ci fermiamo perché passano due treni. C'è mia madre dall'altro lato del passaggio, all'improvviso, e sta alzando le sbarre con le mani, alché io le dico "oh ma che stai a fà? Si alzano da sole le sbarre, se deve passare un altro treno?" infatti non fa tempo ad alzarle che ne passa un altro, poi io e mia sorella raggiungiamo mia madre e camminiamo, finché arrivo davanti a un muro in cui compare una porta. La apro e mi ritrovo in una specie di fogna/palude, c'è un lago di melma e un argine semisommerso su cui camminare. Io ci cammino tranquillizzando mamma ma poi sprofondo nello schifo puzzolente, c'era un sacco di muschietto verde che si forma sull'acqua stagnante, e mi prende una voglia immane di farmi la doccia. Penso a Super Mario (?).
Guardo le montagne sull'orizzonte e dico che voglio raggiungerle perché mio zio ce l'ha fatta, anche se mamma mi dice che zio aveva preso un'altra strada per arrivarci (BOH).

* Cambio di scena: c'è una specie di convento-centro di accoglienza pieno di fratacchioni e ci arrivo con Danilo e un amico (vattelappesca, al 15/01/2011, chi diamine fosse), ci rimaniamo per tre giorni e poi torniamo a casa in macchina. Poi Danilo se ne esce col fatto che vuole tornare, io sono indecisa e non so se dirgli di sì o no, poi sbotto e mi arrabbio dicendo che non mi andava proprio perché mi faceva schifo quel posto, preferivo piuttosto andare a Firenze coi miei. In realtà ero terrorizzata dall'idea che Danilo potesse diventare gay perché ero convinta che quel posto fosse pieno zeppo di omosessuali, avevo paura poi che potesse diventare un fervente cattolico e che non mi volesse dare più attenzioni.

*Incontro mia madre alla stazione Termini, che era uscita con mia sorella, e mi dà un libro con una statuetta. Io leggo sia la copertina del libro che un'incisione della statuetta ad alta voce e dico "ah, ANUBI MAMORU!!! Significa 'protezione di Anubi'"
[ora, Anubi è un dio egizio e mamoru è una parola giapponese, la correlazione fra le due non mi è chiara]
Penso che quella roba abbia un discreto valore, e mamma mi racconta che le voleva comprare ad un negozio in cui però si era fiondata all'improvviso una famiglia mafiosa che aveva requisito tutto con la forza. Avevano preso anche il libro e la statuetta, ma poi se l'erano dimenticati e mamma li aveva presi senza pagarli sfruttando la situazione.
Intanto alla stazione c'è un allestimento per una pubblicità di un'acqua minerale fatta con le bolle di sapone e disegni di fumo in cielo, creati da Danilo, infatti mi compiaccio di questo pensando che avesse molto talento.