10/10/2008
Ho sognato che c'era un tizio che assomigliava tantissimo ad un signore curdo che conosco per davvero. Questo tipo era cattivissimo, e si metteva al barbecue per abbrustolire una stella marina arancione e ciccionissima infilzata su uno spiedino e poi mangiarla.
Io ero inorridita da questa cosa e inizio a dirgliene quattro, ma poi lui mi insegue e io presa dal panico corro e corro via. Correvo velocissima!
Ad un certo punto correndo arrivo ad una specie di chiesa/santuario e lo scenario è quello di un epoca antica, infatti ho un abito diverso che assomigliava ad una tunicona tutta drappeggiata. Mi sento al sicuro pure perché c'era tanta gente intorno, ma poi vedo la gente che scappa e scopro che il tizio sta tornando all'attacco.
Scappo ancora arrivando dietro il santuario, per fortuna il tizio viene fermato (credo lo prendano a botte), io mi siedo rilassata su un prato, il cielo è notturno e ci sono un sacco di stelle luminosissime che brillano forte, talmente forte da essere praticamente innaturali, e io mi metto a guardarle.
Insomma, quella parte del sogno finisce. Mi ritrovo in macchina per le strade della mia città, accanto a mia sorella che sta guidando (non è normale per una bambina di 9 anni), e io le dò dritte, del tipo "attenta, la marcia, sterza bene, quello sta aprendo lo sportello stai attenta!".
Sempre stanotte ho sognato che c'era una donna in calze con reggicalze, perizoma e reggiseno che voleva fare sesso con un'altra donna, ma questa non era convinta, adducendo come scusa che doveva fare la cacca (sigh ma perché faccio sempre sogni di merda?).
Si scopre che la donna succinta maialona lesbica è anche una feticista della cacca e le dice che è ben contenta se l'altra donna la faccia là per terra davanti a lei. Che schifo, santoddio.
02/20/2008
Ho sognato di marmotte vestite come i membri dell'Akatsuki di Naruto, che pianificavano di dominare il mondo e gli esseri umani.
26/09/2008
(tempo addietro) prima di Organica I ho sognato di essere al centro di una piazza tonda con il pavimento di pietra grigia e dei simboli, come rituali, dipinti in rosso. Attorno a questa piazza enorme tutta al sole c'erano delle tettoie. Io ero al centro della piazza e il prof. Fabrizi mi stava facendo l'esame, ma più che esame mi sembrava un'inquisizione. C'erano altre persone sotto le tettoie, tra professori, pubblico ed altri esaminandi, il prof era cattivissimo e mi strillava contro: "Fai schifo! Sei pessima, dovresti ritirarti da questa facoltà! Sapevi che sarebbe stata una sfida che non avresti mai potuto vincere! Guarda invece Danilo! Lui sì che è valido, è geniale, nulla a che vedere con te, fra te e lui c'è un abisso!VATTENE!" (seguono risate cattivissime e Danilo che sghignazza al suo fianco). Grazie prof.
Stanotte ho sognato che mia madre indossava il mio vestitino di velluto preferito; le dicevo "ma dove cacchio vai in giro così?!? E soprattutto: come diavolo ha fatto ad entrarti?!?"
Dopodiché mi ritrovavo in una mezza costruzione/capannoide, piena zeppa di bagni. Il problema era che questi bagni fossero aperti da qualche parte, qualcuno aveva solo mezzo muro, qualcun altro non aveva la porta, qualche gabinetto era addirittura messo in mezzo alla stanza (questo dei bagni all'aperto è un po' un leitmotiv nei miei sogni ho notato). Allora vagavo per questo posto in cerca di un bagno appartato, senza successo. Le mie possibilità di successo poi sono calate a picco quando è arrivata un'orda di maschi che doveva lavorare lì dentro, distribuendo panini con salsiccia agli avventori e facendo esperimenti di laboratorio. Vidi poi che un gruppo di ragazzi avevano fatto una torre umana per andare a spizzare dall'alto una tizia che faceva pipì nel bagno a cui mancava un pezzo di muro vicino al soffitto. Vago ancora pè sto posto e una prof mi dice "ma che stai facendo qua in giro? Datti pace!" io rispondo che non riuscivo a trovare un bagno decente.
Fuori da questo strano posto c'era tutto sterrato fangoso, e incontro una mia collega che nel sogno si era fatta i capelli rosso fuoco. Parliamo di uno spettacolo mezzo musical che si stava tenendo là vicino.
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