Old 5th.

20/01/2010
Ero in compagnia di un po' di gente, tra cui un'amica ricca e sgallettata (che NON esiste) che stava per finire i preparativi di una sua festa di compleanno gigantesca che sarebbe iniziata di lì a poco. Sta festa occupava un sacco di spazio, aveva affittato una piazza intera e dei giardini... una sala in stile castello con l'interno tutto rosa coi cuori e un cuore gigante rotante sul pavimento. La tizia ricca e viziata voleva assolutamente che alla sua festa ci fosse DYLAN, quello di Beverly Hills (che non si chiamava Luke Perry, ma proprio Dylan nel sogno. Fa molto Vacanze di Natale '95). Solo che aveva gli occhi azzurri.
Insomma però st'ospite non era sicuro. Ah tanto per ingigantire l'atmosfera anni '90, Dylan cantava nei Take That.
A un certo punto nell'animosita della festa, con tanto di carrettini di zucchero filato, noccioline, tiri a segno, giochi collettivi... ci dicono di andare nella sala del cuore, e lì TADAN! Escono i Take That con Dylan in primo piano sul cuore girevole, che trashata.
La festeggiata è alle stelle e gli si mette tutta appiccicata a piangere, invece lui era scocciatissimo. Insomma passa un po' di tempo, continua la festa, e Dylan è scocciato ancora. Si mette a parlare con me e dice che la festeggiata è un'idiota, ci prova con me e ci baciamo. Ovviamente Luke Perry non m'è mai piaciuto. Ma proprio mai mai.

Insomma poi il sogno svanisce in una nuvola di fumo, mi ritrovo a camminare in una pineta, arriva Danilo che mi raggiunge correndo e mi dice che dobbiamo andare da una a litigare... andiamo in una casa popolare disastrata a parlare con gente e poi boh si butta in caciara.

- Ho fatto un sogno idiotissimo politico che non ricordo bene; fatto sta che andavo assieme a conoscenti da una candidata famosa per prendere eventuali accordi e chiarire alcuni punti, vedo che dei rivali politici ci seguono e mi metto a urlare loro contro! Uno di loro era Capezzone, nel sogno mi faceva riderissimo la scena in cui io sbraitavo contro Capezzone. Ma perché proprio Capezzone?

06/02/2009
Quando aspettavo con tanta ansia che arrivassero un paio di scarpe ordinate su internet ho fatto un sogno in cui aprivo la scatola e c'erano degli stivaletti col tacco quasi rasoterra e soprattutto con la punta quadratissima che sembrava il becco di una papera. Ci rimanevo troppo perplessa.

Ero su via Oceano Atlantico all'Eur e passavo con un amico (al 15/01/2011 non ricordo proprio chi fosse, forse Fabrizio) davanti ad una casa che esiste davvero ed era l'ambasciata thailandese (è un'ambasciata sul serio, anche se non ricordo di che paese). L'amico mi diceva: "bella! Mi ricorda la casa sulla cascata di Wright! La voglio comprare!" io gli rispondevo che non era possibile perché sarebbe costata un mondo di soldi e soprattutto c'era l'ambasciata. Lui mi diceva che i soldi non erano un problema. Poi mi riunisco con altra gente e ci fumiamo una canna (?) sotto una tettoia nella stessa via. Arriva mio padre, nascondo la canna ma non ci riesco, lui mi fa "ma che fai, fumi?" io dico "bè, sì è una sigaretta". Poi arriva mia madre che lamenta dolore al petto, così mio padre le dice "fuma questa (la canna) e vedrai che passerà, è aromatica". Poi prende un pacchetto di sigari e dice che gliene sono spariti due.

05/02/2009
1) Avevo una curiosa arma fatta di una catena e una palla gommoso/metallica appesa alla catena stessa, ed ero seduta ad un banco. Ad un certo punto apprendo che queste armi fantasmagoriche in tutto il mondo sono state trasformate in gufi di peluche. Il mio compito era di recuperarli assieme a Danilo e a un mio amico (al 15/01/2011 non ricordo proprio chi fosse).
Vado in macchina, arrivo ad un canneto fangoso in una zona residenziale, vedo una casa con due punk dentro e due dei gufi attaccati alla finestra, penso che devo assolutamente prenderli ma sarà difficile. Intanto Danilo mi dice che gli serve la macchina per accompagnare la nonna di Giulia a casa sua.
Gli dico "vai" ed escogito un altro modo per muovermi: vado vicino a due orsi polari che dormono e riesco a domarne uno, così mi metto a cavalcare l'orso.
Arrivo sul tetto di una casa, mi intrufolo in un condotto di areazione, salgo sù strisciando e sono in una camera, ma sento arrivare gente, così passo in un'altra camera ed in un'altra ancora, finché però non mi scoprono. È un'amica di famiglia e mi offre un tè, poi mi fa vedere un giornale risalente agli anni '80, una mezza specie di Postalmarket. Chiedo se possiede un gufo di peluche, ma desolata mi risponde che di gufesco ha solo un pupazzo di ceramica che mi porta comunque a far vedere.

2) stavo correndo una sorta di maratona sulla strada litoranea che collega Ostia a Torvaianica; era tutto buio però, non vedevo nulla perché oltre ad essere notte i lampioni non erano accesi.
Avevo paura delle macchine ma c'era altra gente come me che correva.
C'è una deviazione: devo svoltare a sinistra perché stanno dando il festival di Sanremo e c'è Annalisa Minetti che canta.
Questa si presenta con un look androgino, i capelli neri e leccati da una parte, camicetta bianca e cravatta nera, a cantare "3éme Sexe" degli Indochine, spacciandola per sua.
Io urlo: "E' una coveeeer! E' una cooover! Come puoi storpiare una delle mie canzoni preferite, per giunta di uno dei miei gruppi preferiti?!?" intanto compare mia madre che mi dice cattiverie su di lei e io concordo ed annuisco.
Lei finisce e viene a chiedermi scusa, però rimprovera mia madre perché dice di aver sentito tutti gli spettegolamenti e che non è opportuno dire queste cose ad una che vede solo ombre. Poi mi tocca la faccia dicendo che voleva sapere com'ero fatta, diceva che le stavo simpatica ma lei a me stava tremendamente sulle palle.

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