25/01/2010
Pezzo n°1
*ero sul mare, camminavo su una specie di muro di un porto (come se chiama, non mi viene), ad un certo punto vedo una cattedrale di pietra, antica, dello stesso colore del tufo, costruita proprio a picco sul mare. Le onde la lambivano, ma il bello è che questa cattedrale si muoveva. Andava come avanti e indietro e si deformava intanto, si gonfiava e restringeva... sento una voce di sottofondo che, come nei documentari, diceva: "potete vedere la famosa cattedrale che respira. Grazie al suo movimento respiratorio ha formato una simbiosi con i pesci che vivono in questa baia artificiale, pesci che date le speciali condizioni vivono solo ed esclusivamente in questa specifica zona del mondo". E vedevo sti pesciolini rossi e azzurri... chiedevo: "ma sicuri che vivono solo qui?"
E la voce rispondeva: "certo, s'è formato un habitat ideale!"
1 bis) *cambia scenario ma non completamente: la baia e il mare sotto rimangono gli stessi, và via la cattedrale, i pesci, il cielo azzurro per lasciare il posto ad uno sfondo da paese dell'estremo nord Europa (infatti pensavo di stare in Islanda me pare). Il mare però diventa grossissimo e suona una sirena che avverte l'avvicinarsi di una burrasca, inizia a piovere misto neve, si alzano ondone enormi... allora con un bambino/a mi allontano verso un locale. Sto/a bambino/a era imprecisato, non sapevo fosse mia sorella quand'era più piccola o mio figlio addirittura.
Sto locale mi era familiare, il calduccio dentro era strepitoso. C'era un tizio dietro il bancone a cui chiedevo: "che c'è Jorgensen?" (o una cosa simile...peraltro sto Jorgensen è un calciatore della fiorentina e NON mi piace per niente, BOH).
Il tizio (o la tizia, non ricordo, o erano addirittura in due) mi rispondeva, mentre asciugava dei bicchieri: "sì, adesso scende, sta arrivando". Infatti scende dalle scale sto biondo nordico che infatti era Jorgensen (ma dove l'ho pescato, che non seguo il calcio?!?) ci mettiamo dalla finestra a guardare la burrasca e il mare in tempesta al calduccio con questo presunto figlio (ma sapevo che NON era suo) abbracciandoci teneramente, insomma stavamo insieme, ci baciavamo pure, urgh.
Nonostante Jorgensen provavo una bella sensazione di sicurezza.
Pezzo n°2
Inizia con una specie di introduzione di film che vuole narrare le vicissitudini quotidiane di una donna, sposata con Carlo Verdone (?) che ha una figlia piccola. Lei prende in braccio sta figlia e improvvisamente scopre che ha la sindrome di Down.
Lo dico a mia madre e lei mi risponde: "uuuh!"
A un certo punto sto sola in una nuova casa per la quale i miei avevano appena acquistato nuova mobilia come si acquista nei Sims, cioè dal cataloghino, trascini e ti capita l'oggetto in stanza, fra cui un meraviglioso trasmettitore di ologrammi, che doveva essere la versione iperpotenziata di una tv, ma in 3d. Lo accendevo ma non funzionava. Mi dicevo che era una farloccata e mi vedevo i documentari alla tv normale che mettevo in stanza sempre alla sims maniera.
La signora intanto era uscita di casa. E magicamente all'improvviso io ero con lei. Dovevamo andare non so dove, e stavamo aspettando che ci venisse a prendere un nostro amico. Arriva una macchina blu scuro vecchia e scassata, una sorta di fiat 127, in cui c'è il nostro amico che ha le sembianze di Sayid Jarrah di Lost, a parte il fatto che era abbigliato un po' alla Er Monnezza, con tanto di cappelletto in testa...
insomma, ci mettiamo in macchina, un po' strettina.... e boh, io e Sayid flirtiamo bellamente, con la signora che ci rimane male perché non se l'aspettava, lei nutriva teneri sentimenti nei suoi confronti. Si scende dalla macchina ma poi non mi freno e ci baciamo presi da un attacco di passione acuta, guardandoci negli occhi, alla romanzo rosa.
Il bello di questo sogno è che guardando lui era come se ce l'avessi realmente davanti agli occhi. E mi sentivo INNAMORATA, ma proprio perdutamente, sapete quell'innamoramento che provi i primi giorni in cui stai con una persona, che non ci mangi, lo guardi e ti senti sciogliere, che non ti pare vero? Mi sembrava proprio vero, realissimo, io in quel momento lo stavo amando sul serio e lo desideravo come un'amante reale.
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